Chania: «urbanistica» millenaria, o della moderna bruttezza

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L’impressione generale che la città dà all’osservatore, o perlomeno a me, è di una straziante, disturbante bruttezza. Le bellezze non mancano, e sono mozzafiato: opere d’arte nei musei, edifici di varie epoche storiche quali chiese, moschee, un arsenale veneziano, statue, ma queste sono come delle oasi, che non riescono a cambiare il tono di un insieme architettonico segnato dalla tristezza.

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Tristezza di cui qui non troverete posto, dal momento che le immagini qui riprodotte per me rappresentano la bellezza, una parte della bellezza, di Chania.
Tutt’altra musicaai margini del centro. Ho trovato grande similitudine d’aspetto con le periferie povere di città italiane, con la differenza che Chania non è una città povera. Va anche detto che nella sua bruttezza Chania è uguale e non peggiore di tutte le città e i borghi greci sviluppatisi in epoca contemporanea, e forse si può dire che il codice della bruttezza segna tutte le coste del nostro povero Mediterraneo, con l’unica eccezione di molti borghi antichi e di pochissimi borghi moderni. Ma perché?

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Carla Muschio
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