ST Renzi, buttatelo fuori dal Pd

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Ieri ho letto sul Corriere della sera un’agghiacciante intervista di Matteo Renzi, fresco di comparsata ad Amici con giubbotto di Potsie pensando di essere Fonzi e accusando chi lo criticava di essere Ralph (e Richie?).

Pugnali bipenni

In tale intervista, Renzi pugnala Bersani alle spalle, come del resto si è pregiato di fare sin dal giorno dopo le elezioni, dopo un po’ di farina («Non pugnalo Pierluigi alle spalle») di facciata. Farina e non intonaco, sarebbe troppo lo spessore.
L’uomo di centro-sinistrega che si è recato ad Arcore quando la cocuzza del Pdl era a capo del governo fa finta di porre due alternative paritarie: o accordo col Pdl o voto subito, dicendosi però favorevole personalmente all’ipotesi voto; e dice di farlo più o meno per l’Italia e per la crisi che sta attraversando. Pura campagna elettorale.
L’ipotesi di accordi con il centro-destra sarebbe sostenuta dal fatto che il Pdl ha preso 10 milioni di voti. A parte che anche Hitler è stato eletto, il Pdl è (dovrebbe essere) l’esatto opposto del Pd (altrimenti ha ragione Grillo), e quindi dovrebbe essere impossibile farci un governo insieme: almeno per chi pensa a sinistra. E a favore dell’ipotesi del ritorno al voto, quale argomento? Nulla. Non può, perché l’argomento vero è che converrebbe a lui.
Serpe Tentatrice Renzi butta lì la trappola a Bersani («alleati col Pdl») e si offre come il D’Alema dei giovani a quelli del Pdl («col Pdl si può rifare la Costituzione»), per farlo fuori dal partito, perché se Bersani facesse il governo con il Pdl gli elettori se lo mangerebbero vivo. D’altronde, se si tornasse ora al voto, Renzi vorrebbe altre primarie del Pd, convinto di vincerle. E anche qui Bersani perderebbe, sempre secondo lui.
Quando Renzi dice «stiamo perdendo tempo» che vuol dire? Trad. it.: «O quanto mi tocca ancora aspettare per essere capo del governo?».

Stralci

Cito stralci dell’intervista citata di Cazzullo (in corsivo Renzi, in grassetto Cazzullo):

Lanciamo una proposta forte. Il sindaco d’Italia: una nuova legge elettorale, grazie a cui si sa subito chi ha vinto. Abolizione del Senato, che diventa la Camera delle autonomie, con i rappresentanti delle Regioni e i sindaci delle grandi città che vanno a Roma una volta al mese e lavorano senza ulteriori indennità; così il Parlamento è più efficiente e costa la metà».
Sono leggi costituzionali. Ci vuole tempo. «In sei mesi si può fare. Come anche l’abolizione delle Province; per davvero però, non per finta come si è fatto finora. Se invece riteniamo che lo spazio per parlare con il centrodestra non ci sia, allora andiamo a votare. Ma in fretta».
Comunque il patto costituzionale passa attraverso un accordo di governo con il Pdl. Proprio quello che Bersani esclude. «Andare al governo con Gasparri fa spavento, lo so. Non a caso io sono pronto a votare subito. Ma se il Pd ha paura delle urne deve dialogare con chi ha i numeri.

Praticamente, Renzi propone un’altra Bicamerale come quella voluta da D’Alema, che resuscitò il capo del centro-destra dalla tomba.

Renzi e Pd, Craxi e Psi

Adesso i sondaggi darebbero Serpe Tentatrice Renzi vincente, ma a lungo andare la gente di sinistra potrebbe stufarsi di uno che continua a dire che per vincere in Italia la sinistra deve diventare di destra (è anche il consiglio di Tommaso Ederoclite sull’Huffington, per «rilanciare il Pd». Quel tipo di rilanci lì, voi e tutti coloro che concionano di come a manca si debba esser più dritti per vincere, accompagnateli con il vostro corpo, giù da una rupe). Per questo ha una fretta del diavolo (anche se prima che i socialisti veri si stufassero di votare Psi ce n’è voluto. E’ un po’ come le corna, ce ne vuole a capire; anche quando tutti gli altri han capito, e pure te lo dicono).
Anche perché, di fronte all’ipotesi di un possibile ritorno di Berlusconi («crimine contro la galassia», Grillo disse all’idea) al governo, molti nel M5s minacciano fronde. Quindi non si sta perdendo tempo, lo sta perdendo solo il D’Alema dei giovani, l’uomo del cambiamento del centro-sinistra in centro-centro, un po’ a destra.
Il Partito socialista era un partito di sinistra, per farlo diventare (nelle azioni) di centro-destra, pur rimanendo con tanti che lo votavano a sinistra, quanti uomini sono serviti? Renzi è il D’Alema dei giovani, ma è soprattutto il Craxi dell’attuale centro-sinistra. Buttatelo fuori. E tirate fuori una nuova classe dirigente, ma di sinistra! Maremma scannata.

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10 risposte a ST Renzi, buttatelo fuori dal Pd

  1. mao metto dice:

    E’ banale, i sinistrati confrontano Renzi con Bersani, gli altri confrontano Renzi con Berlusconi. Questione di orizzonti

    • Coso del Cantone dice:

      il confronto non è con bersani, ma con quello che significa esser (e non esser dentro un partito sedicente) di sinistra: operazione che alla ricerca del banale oppone il ritrovamento della buccia di banana. e se non si trova, mao, il frutto dove lo metto?

  2. mao metto dice:

    Quindi, Renzi sarebbe un sedicente di sinistra alla guida di un partito sedicente di sinistra. Non è perfetto? Non è un problema di frutta, ma di dove è stato messo il prosciutto

    • Coso del Cantone dice:

      e la soluzione al prosciutto quale sarebbe? renzi,, uomo non di sinistra, che intercetta i voti degli elettori non di sinistra; a questo punto il partito che vince come lo collochi? e a quali elettori dovrà rispondere? non mi pare che sostituire il prosciutto -o la turata di naso- a un intero maiale porti vantaggi agli occhi. ma non basta vedere dove siamo finiti con quel troiaio del pd?

  3. mao metto dice:

    Il Pd prende voti a sinistra e li porta a destra. Renzi farebbe parte del percorso contrario. Ma non ti piace. Poi so che hai prenotato una cena al Pontevecchio per festeggiare il ritorno del Livorno in serie A

    • Coso del Cantone dice:

      No, Pontevecchio non me l’hanno dato perché l’aveva già affittato Renzi alle Ferrari, per il piatto di lenticchie di 100.000 o 120.000 euro. La tua teoria è che il centro-sinistra, se diventa di destra, vince. D’Alema, insomma; però più giovane e simpatico, che parla di rottamazione e vota Napolitano. Un po’ come cambiare sesso e poi dire: ah che bello, ora posso entrare liberamente negli spogliatoi femminili della Bozo Fussaballa. Così sì che si raggiunge la gioja.

  4. mao metto dice:

    No, basta leggere i miei post. La mia teoria è che il Pd da tempo non sia di sinistra, così come i suoi elettori che si dicono di sinistra perchè non sono come i leghisti e non si bevono le panzane di Berlusconi. Quindi Berlusconi e la Lega devono esistere ad oltranza per farli sentire migliori. Perchè sotto c’è il nulla

    • Coso del Cantone dice:

      Son quasi d’accordo (ma: e il rimedio è Renzi? Tu ti scacci le mosche dal naso col martello); quasi. Schiacciare su questa posizione anche l’intero elettorato del Pd mi pare sbagliato: io l’ho votato, e non certo per i motivi che dici tu. Sentivo l’assedio. Ora hanno trasformato l’assedio in alleanza, quindi: o assediamo o veniamo fatti fuori dal piddopiddelle. Ci vuole un’alleanza ribelle, tipo Guerre stellari. Usa la forza, mao, usa la frutta, metto. Aaaaaaaaasgard. O Bavaria.

  5. mao metto dice:

    Ma il Pd non è il mio naso! Che sia il tuo? Io voglio che smettano di fregarsi i voti della sinistra, per iniziare tocca levarsi dai maroni il vecchio nanerottolo e nel Pd credo ci possa riuscire solo uno

    • Coso del Cantone dice:

      Son anni che Pds/Ds/Pd non combina quasi nulla di sinistra perché finora il suo programma per il mondo è stato: non siamo come il padrone di ‘Anale 5, il nostro piano è non essere lui. Come diceva De Gaulle: vaste programme. E’ un orizzonte un po’ limitato: una volta battuto lui che si fa? Renzi su alcune cose è liberista in maniera irricevibile (sulla salute, per dirne una grossa). E per prendere i voti di destra in che direzione farà spostare ancora di più il Pd? Verso sinistra?

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