Sottotitolo del titolo: il titolo non c’è

coniglidiallevamento

Cominciamo a pubblicare gli articoli di Alice in Dustland (in fondo al pezzo un collegamento al suo sito), tranci di vita di una bellissima testa pensante con una propria visione del mondo tutta da scoprire – una fiera delle verità non vane, che non pretendono di essere le verità e non riescono a essere banali. Dovrebbe scrivere perlomeno su Vanity fair, in un mondo giusto; purtroppo lo Zeitgeist è altro. Meglio per noi.

Ieri sera c’era poca gente, e quando c’è poca gente noi, in pizzeria, abbiamo modo di farci delle consistenti chiacchierate con i clienti abituali, quelli che vediamo tutto l’anno.
In serata è passato un tipo, io ho sempre creduto avesse quarantacinque, quarantasette anni, invece parlando scopro che ne ha sessantaquattro. Assolutamente un bellissimo uomo, affascinante, ma che se ne sta in giro tutto il giorno tra bici bar e negozio di granaglie. Ed eccomi svelato anche il mistero della sua totale nullafacenza quotidiana: è grazie al prepensionamento.
Ieri viene da noi, si ferma, mangia e si accompagna con una birra, e si lamenta che non ha nulla da fare, che dopo aver chiuso col lavoro si annoia, non sa come trascorrere le giornate a parte commentare i qli che gli passano in rassegna dalla strada.
Adesso in sintesi vi faccio un quadro del suo background.
Appartiene ad una famiglia di latifondisti del paese dove abito, di quelli che detengono una buona parte delle terre e delle strutture, in questo caso per esempio una bellissima chiesa con affreschi che si stanno piano piano dissolvendo negli agenti atmosferici, il cimitero.
Erano abituati da piccoli a mangiare di quel che i contadini/coloni procuravano loro, riscuotendo in più, oltre a una parte del raccolto, l’affitto delle terre.
Loro, in vista del cambiamento di direzione della società, quindi della progressiva estinzione della classe contadina senza terra, hanno pensato bene di inserirsi tramite conoscenze tutti in enti pubblici, e adesso si ritrovano pensionati e incapaci di far nulla con tutto quello che si ritrovano in mano.
Vi garantisco che la chiesa, che a periodi viene utilizzata come ovile rionale, è un gioiello – anche quando ci sono le pecore dentro è un gioiello, quindi figurarsi senza.
Di terre ne hanno a dire basta, ma sono inutilizzate.
E loro sono tutti pensionati annoiati che non sanno che fare delle loro giornate.
Solo una cosa volevo dire di tutto questo.
Conosco un ragazzino di quattordici anni, appartiene all’ultima generazione di questa famiglia.
Non ha voglia di studiare e di nascosto dal padre ha costruito una fattoria, con le sue mani, in un pezzo della loro terra, e poi ha ordinato e costretto il padre a comprare un bel numero di maiali.
Li sta allevando.
Questa estate ha passato le notti e i giorni in mare a pescare e coi soldi che ha preso dal pesce ha comprato dei conigli, i primi solo per imparare ad ucciderli, le prime due volte è venuto a dirmelo, aveva gli occhi che gli brillavano e mi ha detto che adesso sa come si ammazzano e come si spellano e che non gli dà fastidio, può farlo anche da solo. Però per il momento ne fa accoppiare un po’ e li vende.
Ed io ogni tanto penso a quella chiesa, ai loro soldi, alle pensioni degli ex statali e agli animali di Alfredino.
E ci trovo una logica.

Alice in Dustland
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