Son le genti strambe – L’uomini singolari / People are strange

gentistrambe

Traduzione curata da Andrea “Valerio” Del Cantone e Mastro Giulio di People are strange dei Doors – cliccare sul titolo per il testo originale)

Ecco un carme che parla di come la solitudine possa, oltreché influire negativamente sull’umore, addirittura mutare le nostre percezioni della realtà circostante.
Non di solitudine comune si parla, però: quella in oggetto è la condizione solinga dell’uomo che sceglie di condurre la propria vita senza riguardo per le convenzioni o le aspettative altrui, e il poeta gioca sul doppio senso del concetto di “strano” come “cosa che non si capisce” (il comportamento escludente dei conformisti) e come “insolito” (quello dell’uomo che viene discriminato).
Curiosamente, o stranamente (per rimanere in tema), di questo carme del bardo Iacopino Mirrisi da Borgo Degl’Angeli, la tradizione manoscritta ci ha consegnato DUE differenti versioni: la prima a cura del Del Cantone, la seconda a cura di Mastro Giulio.
Al lettore il confronto:

 

SON LE GENTI STRAMBE.

(trad. da Andrea “Valerio” Del Cantone)

Son le genti strambe
si tu se’ strambiero,
li visi inameni
si tu se’ ermoso [1].

Di strega le gambe
si di Nol nocchiero [3],
diruti i terreni
si tu’ spirt’è chioso [4].

Si strambezza strigni
bucan pluvia i ceffi [5]
del nom tu’ son beffi [6]
si strambezza aligni [7].

L’UOMINI SINGOLARI.

(Trad. da Mastro Giulio)

Ogn’uom si porta[8] in singolar costume
se foretan[9] tu se’ dalla sua cerchia:
lo volto suo bruttura lo soverchia
se solitudo t’estingue ogne lume.

Crudeli mostransi  pur le fanciulle
se niun a te rivolge il suo disire;
paion persino le strade esser nulle
quando tuo spirto sol giuso[10] sa ire.

Se singolar tu se’, se se’ bizzarro,
di tra la pluvia si generan visi;
niun più te rammenta, ciò ti narro,
ché l’uomin singolari ai più so invisi.

*************

[1] Da ermo, qui: solo. [2] Gambe: sineddoche per donne. [3] Nolo, divinità preposta alla scarsa volontà o alla negazione (es. “La presto ma a Nolo”); in seguito la non volontà fia mutata in volontà grazie a un guiderdone, da cui il significato odierno. Se non è vera è ben trovata. In questo verso è sottinteso un “tu se'”. [4] Vale “chiuso”, nel senso di essere giù di umore. [5] Le persone si mettono al riparo dalla “pluvia”, cioè dalla “tua strambezza”. [6] Tutti fingono (fingono?) di non ricordarsi il tuo nome. [7] Aligni: coltivi. [8] Si comporta. [9] Straniero, estraneo. [10] Giù (in senso metaforico, vale umore negativo).

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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