Sol’vyčegodsk, Russia: una città del sale. 8. La festa del paese

Nei secoli passati la festa del paese ricorreva l’8 luglio, il giorno di San Procopio.

 

San Procopio di Velikij  Ustjug (da non confondere con un altro santo omonimo) visse nel XIII secolo. Era un mercante tedesco che, giunto a Novgorod per commerciare, si convertì all’Ortodossia. Donò tutti i suoi beni ai poveri e si dedicò a una vita di santità. Dapprima si stabilì in un monastero sotto la guida di un padre spirituale (lo starec Varlaam Chutinskij), poi scelse una vita da jurodivyj e arrivò fino a Velikij Ustjug, una città relativamente poco lontana da Sol’vyčegodsk.

Qui era molto stimato alla popolazione perché, come tutti gli jurodivye, attirava le benedizioni divine e faceva profezie. Veramente, quando nel 1290 insistette per un’intera settimana affinché il popolo “si ravvedesse” in quanto stava arrivando un castigo di Dio, nessuno gli credette, e invece il castigo arrivò con una gran tempesta e un meteorite che cadde sulla città. Gli abitanti si rifugiarono nella cattedrale e non ci furono vittime. Alla sua morte Procopio venne fatto santo.

La modernità e il regime sovietico portarono all’interruzione della festa, ma nel 1993 essa venne ripristinata e dal 1998 si aggiunse ad essa un festival letterario dedicato a Koz’ma Prutkov. Le due cose, più, nel 2015, un raduno di motociclisti, fanno sì che la consueta pace provinciale del paese sia sostituita durante la festa da un brulicare di persone e iniziative, odori e suoni.

Carla Muschio
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