Sol’vyčegodsk, Russia: una città del sale. 4. Gli abitanti

Dall’anno della sua fondazione, il 1492, la città crebbe grazie alle imprese degli Stroganov fino ad essere, nel XVI e XVII secolo, una piccola Mosca per bellezza artistica e intensità produttiva e commerciale. Nel XVIII secolo si interruppe la produzione di sale e la crescita di numerose città russe in Siberia diminuì la sua importanza commerciale.

Conservò tuttavia fino alla Rivoluzione del 1917 una sua vitalità produttiva (c’erano, ad esempio, numerosi mulini) e culturale, in quanto era utilizzata come zona di confino e veniva quindi arricchita dalle idee e dall’intraprendenza degli oppositori politici dello zar costretti a vivervi.

Dopo la Rivoluzione iniziò la decadenza di Sol’vyčegodsk. Oltre alle terme, fondate nel 1923, e al settore terziario non c’è alcuna attività economica in città e quindi in molti sono stati costretti a emigrare. Oggi la città conta poco più di 2.000 abitanti. Qualcuno si è spostato nel capoluogo, Kotlas, altri ad Archangel’sk, la capitale della regione.

Per studiare, i giovani vanno a Mosca o Pietroburgo e poi non tornano a vivere nella città natale. Così molte belle case in legno sono abbandonate. Attorno alla città, i campi non sono coltivati, non si vede una mucca, non c’è un pollaio.

Gli unici animali che si vedono sono cani e gatti, che circolano liberi, come anche i bambini, che possono andare in giro da soli in totale sicurezza.

Carla Muschio
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