Sol’vyčegodsk, Russia. Una cittá del sale. 16. Il Museo dei Confinati Politici

Il regime zarista faceva ampio ricorso al confino in zone remote della provincia per allontanare dalle città gli oppositori politici. Il primo confinato giunse a Sol’vyčegodsk nel 1893. Dopo la sollevazione del 1905 i confinati erano diventati 500 e costituivano un terzo della popolazione. La loro vita non era poi così dura. Ricevevano una diaria non misera e, pur controllati dalla polizia, erano liberi di vivere come volevano. Essendo quasi tutti intellettuali, portarono nella città molte idee nuove, non solo politiche.

Uno di tali confinati fu Stalin, che scontò qui due condanne al confino negli anni 1909-1911. Nel 1934 le due case dove era vissuto vennero trasformate in museo e illustravano, esaltandole, vita ed opere del potente ospite. Dal 1962, con la destalinizzazione, il museo cambiò aspetto. Si ricostruì l’interno di una casa (l’altra è ancora in restauro) dandogli l’aspetto che doveva avere quando vi viveva Stalin. È un ambiente tradizionale e confortevole, ricco in oggetti di artigianato, che emana una quieta bellezza. Lo spirito opposto rispetto agli orrori dello stalinismo.

Carla Muschio
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