Sol’vyčegodsk, Russia: una città del sale. 1. Le chiese

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Tombe di jurodivyj

Sol’vyčegodsk, che oggi è solo un piccolo borgo, offre al visitatore tre chiese straordinarie che non sfigurerebbero nel Cremlino di Mosca. Infatti sono state costruite dalle stesse maestranze. Come spiegare tale eccellenza artistica? Con la larghezza dell’anima russa.

Cupole della Chiesa dell’Annunciazione

Nel 1515 un intraprendente cittadino, Anika Stroganov, aprì a Sol’vyčegodsk la prima impresa dedicata all’estrazione del sale. Il sale era una merce preziosa nel nord della Russia e la famiglia Stroganov si arricchì rapidamente. Nel giro di due secoli essi arrivarono ad essere proprietari di 11 milioni di ettari di terra attorno alla loro città. Dopo altri due secoli, al momento della Rivoluzione Russa (che li costrinse a emigrare a Parigi) li troviamo a Pietroburgo, secondi per ricchezza solo alla famiglia imperiale, che dal Settecento li aveva insigniti del titolo di conti.

Busto di Anika Stroganov nel giardino della «sua» chiesa

La famiglia Stroganov si contraddistinse fin dall’inizio per la sua munificenza. Finanziarono la spedizione di Ermak alla conquista della Siberia, sostennero economicamente varie imprese della corona, ma soprattutto furono generosissimi patroni delle arti. Già il capostipite, nel 1560 avviò a Sol’vyčegodsk la costruzione di una cattedrale che doveva servire da «chiesa di famiglia», la Cattedrale dell’Annunciazione. Nel 1919 questa chiesa si salvò dalla furia iconoclasta post-rivoluzionaria trasformandosi in museo e tale è tuttora.

Stucchi della Chiesa della Presentazione di Maria al Tempio

A partire dal XVI secolo sorsero nella città altre undici chiese, di cui ne rimangono solo due: la Cattedrale della Presentazione di Maria al Tempio (1688-93), in stile barocco moscovita, l’unica chiesa oggi aperta al culto, e la Chiesa del Salvatore (nella forma attuale,1691-97), in attesa di restauro.

Chiesa della Presentazione di Maria al Tempio

Dapprima, nel Cinquecento, gli Stroganov chiamarono i migliori architetti e pittori moscoviti per la costruzione e decorazione delle loro chiese. In seguito istituirono a Sol’vyčegodsk varie botteghe di architettura, pittura e arti applicate (lavorazione di oro, argento, perle, smalto, ricamo) chiamate appunto la «scuola Stroganov», che non avevano rivali in Russia. Gli artisti qui formati erano chiamati a Mosca e in altre città russe per creare i loro capolavori.

Chiesa del Salvatore

La lotta alla religione seguita alla Rivoluzione ha portato alla distruzione di gran parte del patrimonio di architettura ecclesiastica della città, ma ciò che ne rimane è di tale eccellenza da giustificare ugualmente un viaggio.
Mi ha commossa trovare sul fianco della chiesa della città dove si tengono le funzioni una fila di tombe di jurodivyj. Il termine è tradotto in italiano come «folli in Cristo». Si tratta di persone «diverse», vuoi per difetti fisici, vuoi per malattie mentali o per semplice scelta personale. La cultura tradizionale russa ha trovato un modo geniale per occuparsi di queste persone, corrispondenti più o meno al nostro «scemo del villaggio»: la Chiesa li dichiara esseri particolarmente amati da Dio e quasi profeti, così si acquista grazia nell’aiutarli e si attribuisce importanza alle loro parole. In questo modo essi hanno sempre un tetto e un boccone di pane. La sepoltura accanto alla chiesa conferma la loro preziosità agli occhi di Dio.

Carla Muschio
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