Sguardo sul passato, panorama sul futuro: cinema 2012 / 2013

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È finito un anno, il 2012. Maya permettendo, è stato un anno che cinematograficamente ha regalato sorprese, conferme, delusioni e tanti, tanti film, belli, brutti, decenti, insopportabili.

2012, quelli dell’anno

Non ho quasi alcun dubbio, però, quando dico che il film dell’anno che ho apprezzato di più è Holy motors, provocante e colorato capolavoro del grottesco partorito dalla mente stralunata di Leos Carax, sul quale presto scriverò qualcosa. Simile e quasi altrettanto bello è l’ultima perla di David Cronenberg, Cosmopolis, di cui ho già parlato abbondantemente qui. Tra gli altri film degni di nota spiccano gli ultimi gioielli di due grandi registi, un europeo ed un americano, ossia Michael Haneke e Wes Anderson, il primo con Amour ed il secondo con Moonrise kingdom. Amour, nel pieno stile del regista, è un film lento e deprimente sulla vita e sulla morte, degradante, romantico, incredibilmente triste. Non è tra le sue vette (probabilmente nulla può battere Il settimo continente) ma è decisamente un grande film. Al contrario, Moonrise Kingdom è un film leggero, colorato e pimpante, citazionista, divertente, emozionante, nel pieno stile di Anderson, e potrebbe addirittura essere il suo film migliore insieme a I Tenenbaum. A proposito, nel 2012 è uscito in America, dalla mente brillante di un altro Anderson chiamato Paul Thomas (regista di Boogie nights, Magnolia e Il petroliere), The master, arrivato da poco nelle sale italiane e che cercherò di recensire appena lo vedo. Altri film degni di nota di uscita originale appartenente al 2012 ma che da noi arrivano questo mese sono Looper, Lincoln, Zero dark thirty e soprattutto l’ultima fatica del grandissimo Quentin Tarantino, il western Django unchained, atteso da molti (me compreso) da mesi.

2012, gli altri

Passando ai blockbuster dell’anno, ne possiamo isolare principalmente quattro: di tre ne ho già parlato abbondantemente (I vendicatori; Il cavaliere oscuro – Il ritorno; Prometheus), ma mancano il quarto e il quinto: Lo Hobbit – un viaggio inaspettato, di Peter Jackson, prequel dell’epica trilogia de Il Signore degli Anelli e di per sé già primo anello di una seconda trilogia è colorato e autoironico, ha momenti alti e momenti bassi ma, pur non essendo un bel film a tutti gli effetti, di sicuro non si può dire che non sia un film riuscito, ed inoltre è memorabile il prologo con la storia di Smaug e del tesoro dei Nani, seppur pieno di riprese inutilmente spericolate; l’altro è Skyfall di Sam Mendes, terzo film di 007 con Daniel Craig, uno dei film di James Bond migliori di sempre. Altro film da ricordare è l’ultimo di Burton, Dark Shadows. Tra i film d’autore europei ne isolerei due, Sapore di ruggine e ossa (di cui ho parlato qui) e Il Sospetto, bel film di Vinterberg, con un finale tirato un po’ alla lunga ma una sceneggiatura piena di risvolti drammatici e degli attori danesi che offrono interpretazioni portentose, primo tra tutti il protagonista Mads Mikkelsen. Sul fronte dell’animazione, sono usciti due film Dreamworks, il bel Le 5 Leggende e il noiosissimo Madagascar 3, il deludente L’era Glaciale 4, e due film Disney, Ralph Spaccatutto e Brave, dei quali l’ultimo (il meno bello dei due, stranamente) prodotto dalla Pixar. Ralph Spaccatutto in particolare è un gioiello di citazioni di videogiochi, animazione colorata e umorismo Disney, destinato a diventare un cult dell’animazione 3D. Tra gli ultimi titoli sento il bisogno di citare l’orribile horror The Possession, l’horror instant-cult Quella casa nel bosco e il deludente ultimo lavoro di Allen To Rome with Love (di cui ho parlato qui), e poi due film del 2011 arrivati in Italia solo quest’anno, il delirante e magnetico Killer Joe di Friedkin e l’indie-movie paranoico e bellissimo sulla fine del mondo Take shelter di Jeff Nichols.

2013

È iniziato un anno, il 2013. Un anno che, come tutti gli anni cinematografici riserverà sorprese, delusioni e sensazioni. Molti film arriveranno quest’anno, oltre ad alcuni già citati. Comincerei con Only God forgives, gangster-movie di Nicolas Winding Refn in cui l’audace regista danese ridirigerà Ryan Gosling, e con il nuovo film dei fratelli Wachowski, il kolossal Cloud Atlas, ambientato attraverso il tempo che esce questo mese. Continuando sul dramma, citerei Educazione siberiana di Salvatores, tratto dal romanzo autobiografico di Nicolai Lilin, con John Malkovich; passando poi all’horror, questo mese usciranno REC 3 – La genesi, terzo capitolo della sanguinosa saga, e Warm bodies, ad aprile il ritorno di Rob Zombie con Le streghe di Salem e a giugno World war Z, in cui subentra un Brad Pitt ammazza-zombie. Per gli amanti dei blockbuster e dei supereroi, ci sono Iron Man 3D, Thor 2 e il nuovo Superman di Snyder, L’uomo d’acciaio.  Questo mese torna anche Tom Hooper, vincitore dell’Oscar per la regia di Il discorso del re, con il musical su I miserabili con Hugh Jackman. E dopo aver visto Leonardo Di Caprio come antagonista dell’ultimo Tarantino, a maggio lo vedremo in smoking come un solitario romantico per la versione di Luhrmann di Il grande Gatsby. Inoltre, un grande della storia del cinema come Alfred Hitchcock sarà protagonista di un film biografico intitolato appunto Hitchcock in cui verrà interpretato da Anthony Hopkins, con Helen Mirren come moglie e Scarlett Johansson nel ruolo dell’amata attrice Janet Leigh. Lo storico regista horror Sam Raimi torna, dopo la saga di Spider-man e Drag me to hell, e si ritrova dietro alla macchina da presa di un film Disney che tenta di rivisitare in 3D il mito del mago di Oz: ne Il grande e potente Oz si vedrà la storia del mago, non di Dorothy, che verrà interpretato da James Franco. Dal trailer sembra un tentativo di imitare il successo di Alice in Wonderland in cui Burton rivisitava Carroll, ma con un pizzico di interesse generale in più. Andrew Niccol, regista di film come Gattaca e In time, invece, lo vedremo dietro la macchina da presa del film basato sul romanzo meno conosciuto di Stephenie Meyer, la scrittrice di Twilight, ovvero L’ospite. Non dimentichiamo il delirio trash del malatissimo Harmony Korine con Spring breakers, con protagonisti James Franco rapper gangster dai denti d’oro e alcune Disney-girls in bikini che derubano banche, e nemmeno Frankenweenie, film animato che Tim Burton vuole fare da quando era più giovane, o Gangster squad, film gangster di Ruben Fleischer con un cast stellare capeggiato da Ryan Gosling e Sean Penn. Aspettiamo anche Anna Karenina con Keira Knightley e L’orlo argenteo delle nuvole in cui David O’Russell (regista di The fighter) dirige due attori emergenti come Bradley Cooper e Jennifer Lawrence. Ultimi ma non per importanza la prima incursione nell’horror americano del regista coreano Park Chan-wook, Stoker, con Nicole Kidman e Chloe Moretz (anche protagonista del remake di Carrie che uscirà ad aprile), L’uomo con i pugni di ferro, prodotto da Tarantino e diretto dal rapper RZA, e Noah, film su Noè diretto (stranamente) dall’ateissimo Darren Aronofsky.
Ci si prospetta insomma un anno completo e poderoso almeno come quello che si è appena concluso, e, per ora, per ingannare l’attesa, possiamo aspettare le premiazioni degli Oscar e goderci i primi film dell’anno nuovo.

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(Immagini tratte da Moonrise kingdom e Amour).

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