Statuaria: Yong Ho Ji

Prima la fotografia ha messo in crisi il figurativismo in arte (impressionismo, espressionismo, cubismo e via ismando), poi dall’astratto si è in parte ritornati al figurativismo, o almeno lo si è potuto fare senza sentirsi fuori del tempo.
(Digressione: il figurativo ha di buono che di norma per spiccare una qualche abilità la devi possedere, l’astratto è spesso un lasciapassare per i cialtroni. Poi, è ovvio che -come direbbe lo sperminatore di fintanzate- capre abbondano in entrambi i casi, e ci sono artisti astratti stellari e artisti figurativi stallari. Per dire, prendiamo Fontana, uno che dipinger sapeva: il primo taglio nella tela fu arte, quasi tutti gli altri astuta spazzatura. Ovviamente il discorso è molto più articolato di così, ma adesso il tempo è un galantuomo però tiranno e spocchioso e malvagio e insomma: galantuomo per nulla, gli pigliasse un corpaccio nel porpaccio).
Ohiohi, mi sono perso. Ah, sì: volevo dire che in pratica oggi gli artisti figurativi (non tutti, solo troppi: basta farsi un giro per i siti artistanti) sembrano di dover dimostrare che sono figurativi sì, però hanno una particolarità, un marchio che dice: «figurativo, però con…», la materia è moderna o un sacco alternativa, insomma, non sono tornati proprio a come era prima di tutta quel popo’ di astratta rivoluzione nell’arte; e ciò spesso maschera una vera pochezza artistica, cioè se si mettessero a dipingere o a scolpire come si faceva anche dugencinquantanni fa, farebbero proprio belle figure di cacca. Volevo dire.
Poi ci sono quelli che invece, Maremma bona… Tipo il coreano Yong Ho Ji e le sue statue pneumatiche, nel senso di: fatte con gli pneumatici (qui trovate il suo sito), che non è che è uno che fa le cose come si facevano dugencinquantanni fa, quando gli pneumatici erano rarissimi a dir pochissimo. E le sue statue, vederle calate nel contesto di un vicolo fa una certa, brutta impressione; o il dolore /stupore / arroganza / smarrimento degli occhi neri dell’uomo, trasmette. Proprio belle.
(Ne ho letto la prima volta su this isn’t happiness, ma non riesco a ritrovare più la pagina.  Se trovo la gomma che mi cancella i pensieri, la mando in Corea. He).

 

 

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