Sabrina on my mind / Lezioni di inglese 2.0

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Sabrina on my mind: «The book is on the tablet». Non so nemmeno da dove iniziare a dire quanto sia perfetta questa battuta, che ritrae in un sol colpo le frasi sceme dei corsi d’inglese (leggersi Jerome Klapka Jerome e i suoi Tre uomini a zonzo per un esempio esilarante di un inglese che entra in un negozio inglese, a Londra, cercando di comprare un paio di scarpe con l’ausilio delle frasi fatte dei dizionari a uso degli stranieri; oppure rivedersi il fantozzesco Filini che domanda, a un inglese appena colpito, «What time is it?», per chiedergli come sta) e il passaggio epocale che il mondo libresco sta vivendo, con il passaggio o l’affiancamento (tutto qui sta il busillo) tra libro cartaceo e sua incarnazione elettronica.
Mi sa che sarà un passaggio, alla lunga: ma che, per funzionare, dovrà tirarsi dietro quante più cose possibili (copertine, caratteri «di stampa», fissità della pagina, annotabilità) della versione cartacea.
La vera domanda sarà poi un’altra: ci sarà ancora un mercato? Editori che scelgono autori? Senza la scelta/investimento degli editori, come separare il grano dal loglio? Nell’amatriciana ci va la pancetta o il guanciale?
Nel dubbio, io intanto uso la carta, leggo, sfoglio e mi fo pure un panino.

(Immagine via Puppomanzia).

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