L’arte dei Rigatti e dei Rottami (o il Rigattier Rottamator)

Borbottoni_rigattieri

Codesto sopra è il palazzo dell’Arte dei Rigattieri e Lanaioli, in quel di Firenze, in un dipinto dell’Ottocento di Fabio Borbottoni. L’Arte è così definita su Wikipedia:

Nelle botteghe dei rigattieri veri e propri, oltre al vestiario smesso ed ancora in buono stato, si trovavano spesso articoli di pregio (quelli che in pratica oggi si vedono nei negozi di antiquariato se non addirittura nei musei), come tessuti in broccato d’oro, tappeti, tende, cuscini o coperte di seta, pellicce, abiti talari o tonache, cassoni decorati, coperte da cavallo, gualdrappe ecc., molti dei quali provenivano dalle eredità di famiglie facoltose, chiese e conventi e non di rado dai bottini di guerra.
[…] La loro attività era tenuta sotto controllo dalle autorità per evitare il commercio di cose rubate; lo statuto dell’Arte inoltre vietava qualsiasi trattamento atto a ridare ai tessuti invecchiati nuova brillantezza ed essere poi spacciati per nuovi, così come escludeva dalla possibilità di essere eletti consoli i venditori ambulanti.

Codesto sotto, che pare intento a manustuprare il figlio di King Kong e della donna invisibile, è ill’ex rottamatore Matteo Renzi, di cui cito il titolo di un articolo di Repubblica, di oggi:

Renzi: “Sì a Napolitano-bis

rigattamore

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Una risposta a L’arte dei Rigatti e dei Rottami (o il Rigattier Rottamator)

  1. giulio dice:

    dopo “bis” manca “chero”: per questo sono rimaste le virgolette aperte?

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