Riapre la «scuola» di buone maniere: il solito tram tram

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Dopo la pausa estiva, rieccoci per il secondo anno di studi di buone maniere. Ogni mercoledì troverai su questo sito la descrizione di una situazione che sei invitato a risolvere al meglio (saranno gradite anche citazioni stimolanti sull’argomento) secondo i tuoi principi di etichetta, ma soprattutto di etica. Infatti lo spirito della rubrica è quello di andare al di là dei formalismi vuoti per comportarsi con cortesia vera e sincera.
Invia la tua risposta alla maestra entro la domenica sera. Il lunedì successivo le risposte migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della rubrica. I più bravi vinceranno un libro (tre in tutto), scelti a giudizio insindacabile dalla redazione del sito.
Lettore vecchio o nuovo, sappi che oggi la tua opinione conta più di quella di Baldassar Castiglione o Monsignor Della Casa. Quindi, di’ la tua.

Carla Muschio
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Il tram ha tre ingressi. Quello anteriore può essere usato sia per la salita che per la discesa, mentre la porta centrale è riservata a chi scende e quella posteriore solo a chi sale.
È mattina, si avvicina l’ora di ingresso delle scuole. Alla fermata c’è una ventina di persone, distribuite irregolarmente sulla banchina. Marzia è quella che è arrivata per prima, vedendo il tram precedente che si allontanava. Ora ne arriva un altro e tutti hanno fretta di salire. Lei si avvia verso la porta anteriore e, siccome non spinge, sale per ultima. «E sì che sono arrivata per prima», pensa cercando un angolino in cui sistemarsi.
Davanti sono tutti sistemati ma dietro stanno ancora salendo persone. Infatti alcuni, scendendo da dietro, dove non sarebbe stato permesso, hanno rallentato gli scambi.
Le porte sono ancora aperte, il semaforo è rosso. Arriva in coda al tram, correndo, una mamma con una bambina per mano, cartella in spalla. Vorrebbero salire e ci sarebbe posto, se non fosse che un gruppo di scolari appena salito si è fermato proprio lì vicino alla porta. Se solo si spostassero un po’ avanti! Invece, raccolti in crocchio, ripetono le lezioni e non vedono neanche la mamma con la bambina, che rimane a terra aspettando il tram successivo.
Una professoressa si vede offrire un posto a sedere da uno dei suoi studenti e accetta contenta.
Il tram riparte. Una signora che fa le provviste di buon mattino era salita davanti, spingendo un grosso carrello per la spesa che adesso costringe i passeggeri attorno a lei  a pigiarsi.
Un uomo con un cappello di loden che era salito al capolinea sta seduto con le gambe allargate, occupando due posti, e legge tranquillo il giornale. Una vecchia signora accanto a lui si mette gli occhiali e sbircia le notizie del giorno dal giornale del vicino.
Il cellulare di una ragazza emette un fischio. Lei lo estrae dalla tasca per leggere il messaggio e un ragazzo più alto di lei, vedendola assorta, legge il messaggio sopra le sue spalle, con aria noncurante. «Forse è un corteggiatore geloso», pensa Marzia.
Ecco che Marzia è quasi arrivata alla sua fermata. Incomincia a farsi varco verso la porta centrale. Inciampa nel carrello della massaia ma non cade a terra, non c’è spazio. Finisce invece addosso a un distinto signore con la 24 ore, che la aiuta a raddrizzarsi e le sorride.
Ora sta a te trasformare in buone maniere i modi di questi passeggeri.

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