Questioni di prospettiva

Alle volte, nella vita, pare essere tutto questione di prospettiva. Un evento terribile, riletto un anno dopo, forse non era così terribile; oppure sì. Oppure, quel che sembra vicino può essere lontano e il grande piccolo. O la stessa cosa, vista da una diversa prospettiva, cambia completamente di segno, di dimensione, di significato, di possibilità. Per esempio, sul principiare del Cinquecento Hans Holbein il Giovane dipinse I due ambasciatori (il quadro si trova alla National Gallery a Londra), in cui i due francesi protagonisti si trovano, visti di fronte, posti dietro una sorta di vassoio oblungo; tuttavia, mettendosi di taglio, mutando prospettiva quindi, dalla posizione laterale coincidente con la mano sinistra di uno dei personaggi, salta fuori un teschio, a significare che di fronte a tutto il resto (ambasciate, magnificenze, destini, alambicchi – il quadro è ricco di simboli) sempre morte c’è. Con questo spunto, offriamo oggi una galleria non propriamente artistica (o anche questa è arte? domandone!) di foto curiose scattate in vari momenti da ignoti personaggi: divertenti, poetiche, gagliarde, idiote, sono una manifestazione netta dell’utilizzo di arti superiori: il dito che preme l’otturatore della macchina fotografica, la mano che disegna la prospettiva assurda, la testa che ci fa leggere in chiave antropomorfa l’inanimato, il fegato che spinge a fare certe foto. Superiori a che? Be’, dipende dalla prospettiva.
(Nell’immagine: “Oh… pensavo avessi detto pizza” – in inglese Pisa e pizza hanno praticamente lo stesso suono).

QUESTIONI DI PROSPETTIVA

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *