Quello di Velázquez & Co.

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Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

Da quando in qua Firenze è così piena di grattacieli? Perché è così che si chiama la città, ne sono sicuro, ma da come è strutturata la zona in cui mi trovo mi sembra più una New York distopica nel futuro di Blade runner, con scarichi e gas da tutte le parti, tromboni, rumori bizzarri. Io e mia nonna invitati da Diego Velázquez e sua moglie Juana in persona, al loro appartamento, in cima ad un grattacielo, per cena. Sono fantasmi, si fanno chiamare così.

Il sonno della ragione genera fantasmi

La loro casa è piena di scatoloni. Lui è nobilissimo nella postura, lei è vestita di stracci, mia nonna è più energica del solito. Per cenare ci sediamo ad un tavolo di ferro, attaccato con una forza incredibile ad un terrazzo che rotea in continuazione. «Non preoccupatevi per la gravità, se vi sedete attorno al tavolo mentre non rotea non cadrete durante la roteazione», dicono, e così succede, sebbene la paura di un disastro incomba. Parliamo d’arte, cinema. Diego dice che il suo film preferito è Il sorpasso. Io dico che il mio è Quasi amici, anche se non è vero. Cioè, Quasi amici mi è piaciuto, ma… film preferito? Seriamente?
È a quel punto che do uno sguardo all’interno dell’appartamento e vedo Lisa Simpson che mangia un toast. È un’immagine vivida, sono sicuro che parlava e faceva qualcos’altro nel sogno, ma non è per niente facile ricordare tutti i particolari. Barbara D’Urso, con una crew di un reality show intitolato Vivere con un fantasma, entra all’improvviso, scomodando tutta la cena ed invitando Diego a parlare al microfono, anche se lui non vuole farsi riprendere dalle telecamere, forse perché è timido, forse perché non approva il programma in generale, forse (non lo compatisco) perché gli sta sul pennello Barbara D’Urso.

Imbarazzi e sorpassi

In effetti, per evitare lei e la sua imbarazzante crew, scappiamo ad un festival del cinema, sempre tenuto a Firenze, la cui struttura è a dir poco surreale: persone che non hanno mai avuto esperienza nel mondo del cinema devono portare a questo festival film non propri, anche relativamente famosi, in bobina, trasportati su di una carriola (importantissima!), attraverso un’entrata gigantesca che si trova sotto lo schermo sotto il quale vengono proiettati. Matteo Renzi porta Il sorpasso e Diego gli spara in fronte per avergli rubato l’idea. Good job Diego, sarebbe dovuto essere fatto anni fa. Io porto Quasi amici, ma mi dimentico sia la carriola che la bobina, anche se entro lo stesso dall’entrata gigantesca in sala, e sedendomi in una delle prime file realizzo sin da subito che quasi tutti mi stanno guardando come se fossi un alieno, come se non appartenessi a quella stanza. Che situazione assurda. Fatto sta che Quasi amici inizia, anche se non è proprio fatto come il film è davvero… le inquadrature sembrano essere due soltanto, nella prima c’è il poster, con i due protagonisti sorridenti, nella seconda c’è Omar Sy (protagonista del film) che sorride in maniera inquietante e, senza muovere le labbra, dice «Nicola, io ti vedo». Mentre lo dice, entra nella sala Christoph Waltz, vestito com’è in Bastardi senza gloria. Dopo circa cinque minuti di Omar Sy sorridente, Christoph gli spara sul volto. Tutti scappano, lui mi tende la mano, mi mostra l’uscita di sicurezza e corre con me.

7isLS, sogno del 16 luglio 2012

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