Quello delle balene in piazza San Francesco

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Piccoli Nemo e Piccoli Ego, siamo fatti della stessa materia dei sogni, e la Luna può ancora esser fatta di formaggio. E di questi sogni, alcuni, uno, eccolo:

Il cielo è blu, blu molto scuro. Sera tarda, o forse nottata. Sabato sera. Molte luci, colorate, movimentate nel cielo, vive. Ecco, lì ci sono io, in piazza San Francesco, Pisa, con sotto le mani un panino di carne kebab, mangiandolo come se fosse la cosa più normale del mondo, e forse lo è, è pur sempre sabato sera. Non sono da solo: insieme a me ci sono un mio buon amico di qualche anno più grande di me e una mia ex-cotta liceale. Non penso che i due si conoscano, in realtà, forse solo di vista. Anche loro stanno mangiando kebab. Una simpatica serata tra amici. Lui si alza, lei pure. Nel centro di piazza San Francesco, si stendono per terra. Io li guardo, continuando a mangiare. Hanno già finito di mangiare i kebab. Ed è così che inizia: lui inizia a stuprarla, anche se lei sin da subito sembra consenziente. Io continuo ad osservare la scena. Non rido, non piango, non chiedo aiuto. Sono impossibile, e continuo a mangiare. Durante il culmine dell’amplesso, sia lui che lei all’improvviso si trasformano in balene. Nient’altro che balene. Non balene eccessivamente grandi, non occupano nemmeno metà della piazza, cuccioli di balena, quasi, più o meno. Lo stupro (ormai solo amplesso) continua. Io continuo a rimanere impassibile, mentre piano piano realizzo che tutto ciò non ha alcun senso. Beh, chiaro. Come può qualcosa avere senso da un tale punto di vista? Fatto sta che non vedo più le balene allo stesso modo da allora.

7isLS, sogno del 7 giugno 2011

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