Quel che resta del Tetris

tetris

Avete presente il Tetris, il «videogioco di logica e ragionamento inventato da Aleksej Pažitnov» (fonte: Wiki)? Per chi non lo conosce, funziona così (sempre da Wiki). «I vari pezzi del gioco di Tetris si chiamano tetramini, ciascuno composto da quattro blocchi, infatti il termine Tetris deriva, come detto sopra, da tetramino. I tetramini cadono giù uno alla volta e il compito del giocatore è ruotarli e/o muoverli in modo che creino una riga orizzontale di blocchi senza interruzioni. Quando la riga è stata creata, i mattoni spariscono e i pezzi sovrastanti (se ce ne sono) cadono a formare nuove linee». E qualcuno ne ha tratto un’amara lezione:

esperienza_tetris

«Se Tetris mi ha insegnato qualcosa, è che gli errori si cumulano mentre i risultati spariscono».
E non solo: gli errori accumulati poi ti uccidono! E il gioco non si ferma mai, i pezzi continuano a cadere e vanno messi a posto fino a che non muori. Destino cinico e baro.
Ma vuoi mettere la soddisfazione di una bella riga, eh?
O vuoi mettere un altro gettone e fare un’altra partita?
O vuoi mettere che adesso puoi giocarci anche gratis?
O vuoi mettere che alle volte uno si gode la partita e accetta che finisca, dal momento che ci sono un sacco di altri giochi?

 

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