Quanto è pigra la stampa italiana!

04+poltrone+quotidiani+e+spago

I maggiori quotidiani italiani, si sa, dedicano meno del 5% delle proprie pagine alla cronaca e alla politica estera. Questo perchè prefiscono dedicare ampi spazi alle notoriamente attendibili parole dei politici italiani. All’estero non funziona così, le pagine dedicate alla politica sono molto meno numerose, e quelle dedicate alle parole dei politici sono una vera e propria rarità. Perchè altrove, giornalisti e (e)lettori esigono fatti. I nostri giornalisti, invece, si appassionano da anni alle vuote parole di chi siede nel Palazzo.
Le prime pagine di oggi sono emblematiche. Ecco le aperture scelte dai maggiori quotidiani italiani: “Monti: lavoro e articolo 18, discussione senza tabù” (La Stampa); “Monti: liberalizzare subito” (Corriere della Sera); “Monti: la vera sfida è creare lavoro” (Repubblica); “Monti: basta con le corporazioni” (Il Mattino). Si tratta di aperture dedicate alle parole del primo ministro rilasciate durante una trasmissione televisiva vista da oltre cinque milioni di persone, un numero che supera quello dei lettori dei quotidiani italiani.
E’ evidente, quindi, che le parole di Monti non siano degne di un’apertura, perchè non sono una notizia in senso stretto e perchè le persone interessate all’argomento sapevano già cosa aveva detto il premier grazie al più frequentato televisore.
I giornali di questa mattina, evidentemente, hanno considerato le parole di Monti talmente importanti da sottolinearle nonostante fossero in gran parte risapute. D’altra parte, come non restare sbalorditi di fronte a frasi come “la vera sfida è creare lavoro” o “l’articolo 18 non è un tabù”. Fortuna che ci sono i giornali, altrimenti stamattina sareste andati al lavoro non sapendo queste cose e magari continuavate a pensare che la vera sfida fosse toccarsi il naso con la punta della lingua o che l’articolo 18 fosse un gruppo musicale.
Per altro, lo stesso presidente del Consiglio, aveva fatto capire esplicitamente che non intendeva sbilanciarsi su alcun argomento. Nonostante questo, i maggiori quotidiani italiani hanno ostinatamente deciso di dedicargli le prime pagine. Come mai? Troppo complicato trovare un titolo originale di domenica sera? Purtroppo non è solo una questione di pigrizia, perchè l’esistenza della “Casta” dipende principalmente da questo modo di intendere il giornalismo. I politici italiani, infatti, hanno facilissimo approdo alle prime pagine dei quotidiani e ai microfoni televisivi e, anche per questo, l’elettorato finisce per considerare autorevoli personaggi mediocri come Cicchitto, Gasparri o D’Alema. Il politico italiano, però, incapace di gestire questa omaggio immeritato, ne ha approfittato a mani basse, fino a segare il ramo su cui sta seduto. Gli effetti si vedono oggi.
Ma fino a quando reggerà il ramo sui cui sono seduti i giornalisti italiani?

ON LI
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