Puella Magi Madoka Magica

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Dopo Panty & Stocking with Garterbelt e Higurashi no Naku koro nieccomi nuovamente nella posizione di recensore di un anime, altresì detta serie animata giapponese. Sto parlando di Puella Magi Madoka Magica. Come con Higurashi, tratterò e recensirò la serie in base alle 4 S: Struttura, Storia, Stile, Sensazioni.

Struttura

La struttura di Puella Magi Madoka Magica è assolutamente geniale. Originale, particolare, costruttiva in maniera esageratamente caricata e costruita. È, infatti, una serie che si svolge in un piccolo mondo fine a sé stesso, un mondo colorato e barocco, e la struttura dei picchi narrativi si espande attraverso la serie come un tessuto che avvolge una colonna, creando varie pieghe e disturbanze nella compattezza dell’oggetto iniziale.
Infatti Madoka (d’ora in poi l’abbrevierò così) ha la curiosa scelta di cambiare il tono di tutta la serie all’incirca ogni tre episodi. Facendo non come in Higurashi, con svolte narrative radicali che cambiano completamente il percorso, ma cambiando direttamente il tono grazie all’introduzione di un nuovo personaggio, di un nuovo concetto, o con un elemento drammatico di indiscutibile inaspettatezza. Per puro esempio, si può partire dall’atmosfera generalmente solare ed epicheggiante dei primi tre episodi, bloccata alla fine del terzo da una morte violenta e sanguinosa che mette tutto il resto in discussione e che crea caos: di narrazione, di emozione, di atmosfera, di stile; travolgendo tutti i piani narrativi e costruendone un ennesimo completamente orrorifico, nel senso più puro e radicale del termine.
(continua)

Storia

La storia di Madoka è moderatamente semplice, in realtà, perlomeno all’inizio, quando la trama non sembra altro che una sradicazione dei tipici leitmotiv del genere Mahou Shoujo, ovvero il genere di anime che ha come protagoniste maghette o streghette in tutù e compagnia bella, che sconfiggono il Male attraverso danze colorate. Il genere a cui appartiene Sailor Moon, per comprenderci.
Protagoniste sono la giovane Madoka dai capelli rosa e la sua migliore amica Sayaka dai capelli azzurri, coinvolte nel mondo magico della serie da Kyubey, una specie di inquietante gatto che comunica tramite telepatia e che afferma di essere praticamente onnipotente. Oltre ai tre, tra i personaggi figurano Mami, una ragazza più grande di un anno rispetto a Madoka e Sayaka e che va alla stessa loro scuola; Homura, una nuova compagna di classe di Madoka e Sayaka, dal carattere inquietante, che sembra voler uccidere Kyubey; e Kyoko, che nella sua arroganza vuole fare del male a Sayaka e Homura per il solo gusto di essere «la più forte» della città.
Infatti quello che fa Kyubey è trasformare ragazze liceali in maghette grazie ai suoi poteri, esaudendo un desiderio in cambio della loro volontà di sconfiggere (o provare a sconfiggere) le malvagie streghe, spiriti maligni che per nutrirsi portano gli uomini al suicidio usando poteri paranormali. Dopo il salvataggio di Madoka, Sayaka e Kyubey da parte di Mami, che stava proteggendo gli altri sia da Homura che da una strega, Kyubey trova in Madoka un particolare potenziale e decide di chiedere sia a lei sia alla sua amica di diventare maghette. Loro non possono conoscere i segreti del gatto, e sono lì per lì comunque profondamente dubbiose: e mentre Sayaka si lascia tentare più volte, Madoka resiste sempre. Però, tra i malvagi segreti del misterioso gatto e l’arrivo di una strega particolarmente potente chiamata «Notte di Valpurga» (chi può intendere intenda) che deve portare una calamità nella città in cui si svolge la storia, qualcosa di radicale dev’essere compiuto per portare tutti i personaggi ad una meritata conclusione.
Inizialmente caricando ed epicheggiando il tipico Mahou Shoujo e poi sfottendolo con diramazioni nell’astratto, nel folle, nel malefico, la trama di Madoka comincia tanto solare quanto finisce tragica, oltre che originale nella costruzione dei colpi di scena e dei picchi emotivi attraverso tutta la serie.(continua)

Stile

Lo stile di disegno di Madoka ha tanti pregi quanti difetti. La costruzione spesso irritante dei volti, resi piatti e ottusi anche a causa di un contorno marroncino, può dare mal di testa a chi è abituato alla costruzione dei volti tradizionale nell’animazione giapponese, come anche il sottoscritto, ma è in fondo perdonabile come idea originale. Idem vale per la costruzione delle streghe, dal disegno sempre chiaramente più primitivo di quello di tutto il resto, mentre i mondi che le streghe creano, composti con collage astratti ed onirici, sono forse l’idea stilistica più originale e suggestiva di tutto, insieme alla colonna sonora prevalentemente cantata in giapponese ma, a volte, pure in latino (!) — il che è curioso, nonostante spieghi a metà il perché di quel Puella magi nel titolo completo. Nonostante ciò -o forse a causa di ciò- la costruzione fisica dei personaggi, delle scene d’azione, delle espressioni facciali e la «regia» sono ben compatti, ben costruiti nel loro contesto, notevoli forse in tutto e per tutto.(continua)

Sensazioni

È chiarissimo che Madoka non è una serie perfetta. La struttura è sì geniale ed originale, la storia idem, lo stile pure, e pure gran parte delle sensazioni; ma genialità ed originalità non significano sempre qualità in senso puro. Si può avere un’idea originalissima per un nuovo tipo di fare cinema o avere in mente una trama fantastica e ugualmente fare fiasco non riuscendo a svilupparla come è dovuto. Qui si tratta prettamente di talento.
Premettendo che Madoka è un ottimo prodotto e quindi che con questo discorso non voglio sminuire più di tanto la capacità di composizione narrativa dei suoi sceneggiatori, senza grida di critico dolore ma quasi mero enunciato individuo il difetto di Madoka in una sua certa presenza «a tavolino».
In altre parole, sembra tutto un po’ troppo freddamente studiato per aver successo: per spiegare la storia di Homura, ruba/copia/tributa il concetto di viaggio del tempo ritratto nel videogioco Steins;gate, popolarissimo in Giappone come l’eponima serie animata (che adoro e di cui prima o poi scriverò qualcosa); inoltre sfrutta con vari ammiccamenti i gusti tipici del fan medio degli anime, inserendo folle violenza o aspro romanticismo in momenti calcolati a tavolino, per puro compiacimento. Negli ultimi episodi (ma soprattutto nell’ultimo) si lascia intendere addirittura una specie di relazione lesbo tra Homura e Madoka, così, dal nulla. Questo non deve far pensare a una serie senz’anima o puramente commerciale, anzi: offre picchi emozionali talmente radicali da far perdere la testa (e, anche qui, chi può intendere intenda) e la maggior parte dei colpi di scena non sono compiaciuti o costruiti, sono solo e semplicemente cattivi nel loro essere anticonvenzionali. (Piccola parentesi personale oltre che fuori tema: non odiate anche voi il correttore automatico? Ogni volta che scrivo «anticonvenzionale» o simili mi viene fuori «anticoncezionale». Che rabbia).
Detto ciò, è una serie da seguire, apprezzare, amare, ma non da sopravvalutare: la sua incompletezza salta fuori ogni tanto in maniera esplicitissima. Su /a/, sezione di 4chan dedicata agli anime, è probabilmente la serie più discussa e amata.

7isLS

 

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