Porte d’Antibes. 2. La città

Cappella di San Bernardino da Siena, XVI secolo, bassorilievo con l’incappucciato.

La città di Antibes vera e propria è un borgo antico ben preservato, che naturalmente si è arricchito di edifici nuovi in ogni epoca, compresa la nostra, ma con un fluire naturale di forme che non ne ha snaturato lo spirito.
La cittadina ha un’estensione meridionale protesa nel mare, una folta punta di verde: Cap d’Antibes. Un tempo era un semplice sobborgo abitato da contadini e marinai. Vi si trovano un faro, una chiesa piena di ex-voto: la Chapelle de la Garoupe, e le varie istituzioni di un borgo, fino alla bocciofila. Oggi però quasi tutto il verde di Cap d’Antibes è di proprietà privata, perché nella “baia dei miliardari” si trovano ville lussuose, ciascuna nel cuore di un parco tutto suo, costruite soprattutto tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, da ricchi che sposavano la nuova moda (lanciata da Coco Chanel) dell’abbronzatura e delle vacanze al mare.
A ovest del borgo di Cap d’Antibes si trova Juan les Pins, che oggi è un luogo affollato di turismo di massa, non privo peraltro di angoli di bellezza.
Il nucleo originario di Antibes risale addirittura al V secolo a.C. come colonia greca dal nome di Antipolis, fondata per iniziativa dei greci di Marsiglia. In seguito conoscerà la dominazione romana, poi seguirà le sorti del Regno di Provenza e dello stato francese (dal 1481). Per un breve periodo, dal 1814 al 1815, Antibes fu anche italiana, sotto Vittorio Emanuele I.

Carla Muschio
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