Pluvia / Rain

(Traduzione a cura di Umberto Pone da Santerme di Rain dei Cult – cliccare sul titolo per il testo originale)

Quest’ode, per stile e metro, sembra porsi contiguamente all’opera Jacoponica. È invocazione apparentemente pagana, ma “tu’l sai ove dirizzo”: verso l’unico e solo Creatore.

Parole
PLUVIA

Calido appiccante, tu’l sai ove dirizzo[1];
qual Appollo combusto[2] che fèremi la buccia[3].
I’ lunge l’aspegiai[4] col tempo in sì gran cruccia:
dischiudi l’aere e lassa, lassala a derupizio[5].

Quivi addiven la pluvia,
Di novello la pluvia;
Quivi addiven anch’ora
I’ vagheggia la pluvia!

Gradaggio[6] appiccante, tu’l sai ove dirizzo;
qual di deserto Appollo che fèremi la buccia.
I’ l’aspegiai col tempo in sì gran lunga cruccia:
avri l’aere e lassa, lassala a derupizio.

Vaghegg’io la pluvia
Quivi addiven la pluvia
Ella addiven anch’ora
Quivi addiven la pluvia.

____________

[1] Si intende il senso del discorso: sta per “sai cosa intendo”. [2] Sole particolarmente forte. [3] “Mi ferisce la pelle”. [4] “Aspettai”. [5] “A precipizio”, sottointeso “cadere”. [6] “Temperatura”.

Musica

Parole foreste

RAIN

Hot sticky scenes you know what I mean
Like a desert sun that burns my skin
I’ve been waiting for her so long
Open the sky (and let her come down)

Here comes the rain
Here she comes again

I love the rain
Rain
Rain

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Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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