Perché si sta abbassando il prezzo del carburante?

petroguerra

(Immagine: Kennard Phillips. Articolo nato dopo la lettura di questo articolo di «Usa today», in cui il principe saudita Alwaleed bin Talal spiega perché il costo di petrolio al barile può restare basso se il livello di scorta resta com’è e la domanda debole).

Il petrolio è prodotto soprattutto dal Medioriente (Opec), da Russia e Usa, il prezzo sale e scende in base all’incontro tra domanda e offerta, come i quasi tutti i beni.
La domanda stava diminuendo a causa della crisi economica mondiale e quindi il bene era richiesto meno, con meno aziende che lavorano.
Ad un certo punto gli Stati Uniti iniziano a produrre di più, attraverso il fracking, la fratturazione idraulica (estrazione di olio di scisto, maggiori riserve negli Stati Uniti), immettendo più offerta sul mercato, concorrenziale, facendo di conseguenza diminuire il prezzo, effetto dello scontro tra diversi concorrenti (vendo di più perché il mio costa meno).
I paesi arabi tengono botta perché pieni di riserve di denaro, così da affrontare comunque i costi derivanti dall’estrazione e lavorazione del combustibile, mentre i russi non ce la fanno a stare dietro e il rublo sta perdendo terreno (svalutazione moneta -> inflazione -> Putin inqatzato).
Era molto tempo che non si avevano significativi scossoni del genere sia nell’economia mondiale sia per i vari pil, vere e proprie variazioni nell’economia reale e nelle aspettative individuali – costa meno un bene (quasi) essenziale, ho più soldi, spendo di più per altro.
Non lo trovo un argomento di rilievo per la crisi che stiamo vivendo che reputo, a mio avviso, più umana che economica e per la quale cercherei le soluzioni più in un cambio di valori e stile di vita che in un risollevamento economico, ma è interessante comunque come fatto in sé.

Alice in Dustland
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