Panty & Stocking with Garterbelt

pantystockinggartebelt

Siparietto

Aò, Nicò, che sta’ a ffà? Stai a scrive n’artra recenzione?
See.
Dde che?
Di «Panty & Stocking with Garterbelt».
Nicò, ma sei serio davero o te sta a scureggia’ er teschietto? ‘Na recenzione dee tue che nun finiscono più a quel cartonazzo?
Sì.
Zèèèè, c’hai ‘e cellule griggie in fuoriggioco. Cioè, comunque bella pe’ tte. Scialla, fratè. S’aribeccamo quanno hai finito.

Le pie ragioni

Sfortunatamente il mio amico Vespasiano Sciacquonazzo, detto Pio Bernardo, ha le sue ragioni. Chi mi legge sa che le mie recensioni possono essere lunghe e pedanti, o anche enfatiche ed esagerate, sia nelle lodi che nelle critiche, e magari sa pure che a volte cerco di giustificare i miei gusti, spesso discutibili. A volte me ne rendo conto, a volte no. Stavolta, molto probabilmente sì.

Intimamente

Cos’è Panty & Stocking with Garterbelt? È un cartone animato giapponese prodotto dalla Gainax, di cui è stata creata per ora una sola stagione di 13 episodi di venti minuti l’uno (divisi ognuno in due parti di 10 minuti l’una) che io ho guardato dal primo all’ultimo episodio in meno di due giorni. È una serie di commedia e azione che io, per consigliarla ad amici e conoscenti, ho più volte definito come il mix perfetto tra Bukowski, Le Superchicche, Dogma (il film di Kevin Smith), La clinica dell’amore e South Park. Bizzarro? A dir poco. Eppure è così.
La trama gira attorno a tre personaggi, che si chiamano (appunto) Panty, Stocking e Garterbelt. Panty (che significa «mutandina») e Stocking (che significa «calze da donna») sono due angeli caduti dal Paradiso in quanto osceni, Panty per la sua ossessione per il sesso e Stocking per la sua ossessione per lo zucchero. Giunte a Daten City (che significa proprio «città degli angeli caduti»), entrano sotto l’ala di un prete afro muscolosissimo con un feticismo nascosto (si chiama Garterbelt, «reggicalze») che riceve da Dio missioni per loro, che consistono nell’uccidere dei Fantasmi nati dai peccati veniali compiuti dall’uomo, che giungono sempre a creare caos a Daten City. Per ogni Fantasma sconfitto, Panty e Stocking guadagnano un tot di monete chiamate Heaven (ovvero «Paradiso»): guadagnate fino ad un certo numero, le due possono tornare a casa. In questa avventura vengono aiutate da una piccola bestia verde chiamata Chuck di cui non si capisce la razza (un cane? un ratto?) che muore in continuazione (come Kenny in South Park, solo con resuscitazioni più frequenti) e da un adolescente nerd chiamato Brief ma soprannominato Geek Boy, autoproclamatosi cacciatore di Fantasmi, mentre verranno ostacolate da delle sorelle demoniche che sono i loro opposti, Scanty e Kneesocks, figlie acquisite dal sindaco di Daten, rivale da sempre di Garterbelt, Corset, che possiede anche una bestia simile a Chuck, di nome Fastener. (Se volete, fate una ricerchina sugli altri nomi dei personaggi: molti conducono alle meraviglie dell’intimo muliebre).
Lo stile di disegno è un mix dello stile dei cartoni giapponesi conosciuti da quasi tutti (come One piece e Dragon ball) e, soprattutto, dello stile di disegno semplicistico di Cartoon Network, tra Le superchicche, Il laboratorio di Dexter e I due fantagenitori, soprattutto per i contorni spessi di colore nero attorno alla figura. L’umorismo è goliardico fino al grottesco e ricorda (forse anche qualitativamente) quello di South Park. Non un liquido corporeo viene risparmiato, non un tabù osservato, non una religione salvata. Esplosioni e orge di citazioni, tra quelle più evidenti (i film di Romero nell’episodio dedicato agli zombi) a quelle più raffinate (Magnolia e La cosa nell’episodio sul processo televisivo, o ancora proprio South Park nell’episodio sul volleyball). Basti pensare che le armi con cui le protagoniste uccidono questi fantasmi sono le loro mutandine e i loro gambaletti appena si trasformano in pistole o spade, e per così trasformarle le due devono imporsi una sorta di rituale erotico che le trasforma per pochi secondi in personaggi disegnati in uno stile anime più «serio».
Nel primo episodio, Panty e Stocking combattono contro un Fantasma a forma di cacca gigante che terrorizza Daten City. Successivamente combattono anche contro Fantasmi di vomito, sperma -la cui drammatizzazione è la più divertente metafora dell’atto sessuale dai tempi di Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere)– caccole e latte materno. Parolacce, politicamente scorretto, miscuglio di giapponese ed inglese, eroine femministe autoironiche e simpaticissime, come ai loro tempi anche le succitate Superchicche, nel loro limite autoimposto dall’età del pubblico generale. La serie è divertentissima e genialoide, e pur essendo cortissima riesce a crearsi attorno un alone tale da renderla un meraviglioso microcosmo retto su sé stesso, fatto di intrattenimento intelligente e demenziale, citazionista, bizzarro, colorato, movimentato, con una colonna sonora di musica elettronica che ricorda da vicino sia le colonne sonore dei videogiochi di Sonic sia il primo album dei Justice, , in versione meno sporca e più commerciale.

Nomen omen

Da alcune scene si capisce che il cognome di Panty e Stocking è Anarchy, ovvero (ovviamente) «Anarchia». Alla fine del decimo episodio, tra l’altro, c’è un video intitolato D City Rock, in cui Panty, Stocking, Garterbelt e Chuck suonano e cantano una canzone intitolata proprio Anarchy, nel cui videoclip sono presentate numerose citazioni musicali e cinematografiche molto divertenti, secondo una concezione ed un’affermazione di un pensiero anarchico sì ironico ma comunque più potente a livello dimostrativo e artistico di quello di molte altri espressioni musicali (*coff coff* Sex pistols *coff coff*) che si basavano su una ribellione politica ipocrita invece che su un divertito e sarcastico messaggio di indipendenza dagli stereotipi dell’umorismo. Panty è lo stereotipo della «donna facile» americana, Stocking della goth-emo-kawaii dai gusti discutibili giapponesi. La storia è un mix di cultura occidentale ed orientale che porta alle risa più incontrollate.
La serie è da consigliare a tutti i fan di South Park, della cultura giapponese moderna e dell’umorismo goliardico, ma anche a chi si diverte a cogliere citazioni e a chi semplicemente cerca «qualcosa di diverso». Perché Panty & Stocking with Garterbelt è qualcosa di diverso. Di così diverso da essere delizioso e perfetto nel suo essere un microcosmo di divertimento puro, irrazionale e fuori dagli schemi.

Grazie, Mario

A Nicò, je stai ancora sotto co ‘a recenzione?
No, Pio Bernardo. Ho terminato or ora.
Voi giocà ‘mpò a Supermario?
Che gioo di preciso?
Superstrà Sega.
Dé. Sì. Guarda, avviati, tra poino ti raggiungo. Fammi prima piange’ ‘n popò.
Okka, Nicò. Nun me fa aspettà fino a che risorge er Cristo, eh? Me raccomanno.
None.

7isLS

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2 risposte a Panty & Stocking with Garterbelt

  1. intheuk dice:

    come espressioni musicali sex pistols coff coff? ipocriti? sono stai i più sinceri inconoclasti della scena musicale brit degli ultimi quarant’annia. rispetto per chi si è ribellato prima di noi invece di chinare la testa

    • nonvogliorisponderdipersona dice:

      i Sex Pistols sono stati rivoluzionari per il rapporto tra la musica e in generale l’arte moderna e la società, la politica, ma erano delle teste di ca22o fracassone manipolate dai media e facevano musica di me#da. C’est la vie.

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