Io sono vegano

Personalmente, sto bisogno che gli scappa fortissimo di dire che son vegani l’ho sperimentato solo in rete; è anche vero che di vegani non ne conosco (conosco solo vegetariani, ed è un punto di vista anche condivisibile. Nulla da eccepire, perlomeno dal punto di vista della salute). Comunque, siccome il peggio non è mai morto, ci sono i crudariani, i fruttariani e persino –incredibile dictu– i respiriani.
Darwin, aiuto.

Porte d’Antibes. 1. Le porte

Visto che ho dato a questo reportage un titolo che gioca con la parola «porte», incomincerò dalle porte. Cosa si immagina guardando le porte che ho fotografato?

Una città con tanti anni di storia, dato lo stile antico di alcune. Una città con forti tradizioni, dati i colori e lo stile popolare di altre. Un clima mite e accogliente, a giudicare dalla vegetazione fiorente che circonda certi ingressi. Porte che non sembrano porre una barriera per difendersi dalla strada ma, al contrario, aprirsi su di essa come per un allargamento dello spazio interno. Porte che non hanno bisogno di farsi troppo belle, perché tanto la bellezza non manca. Bene, tutte queste intuizioni sono corrette. Antibes è proprio così.

Carla Muschio
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Come hai trovato dove vengo a piangere?

La pubblicazione dell’immagine soprastante, accompagnata dalla frase con cui abbiamo intitolato il pezzo, ha dato origine a una discussione fra tumbleri che è necessario riportare, a suon di immagini. Uno: quanto erano lunghe le gambe della donna? C’è bisogno di gambe liefieldsiane (cercate Rob Liefield in Google immagini per capire cosa si intende), per spiegare la prospettiva.  

Due: ma no, era su un monticello di sabbia.

Tre: see, e nella mano aveva pure la paletta!

Quattro: state rovinando tutto, le cose sono chiarissime. Segue disegno.

Hanno partecipato, a vario titolo: wackd, itswalky, spockvarietyhour, per noi ignoti, ma per sempre* nei nostri cuori d’ora in poi. Per chi è curioso: l’immagine proviene da un libro di John MacDonald, Deadly welcome).

*(= 5 minuti scarsi).

Casa Surace / Come preparare gli spaghetti, la pizza, il caffè e la pasta al forno (Italia contro Resto del mondo)

GLI SPAGHETTI

LA PIZZA

IL CAFFE’

LA PASTA AL FORNO

Oh! E naturalmente il caffè è l’ultima cosa, l’ordine con cui sono stati presentati i video non è un suggerimento. E’ UNA ESERCITAZIONE! Restate nelle vostre case, specie se fate cose come nella prima parte dei video.
(Grazie, o Suraci. Però lo zucchero nella macchinetta, no).

Orkestra obsolete / Blue monday

Una versione di Blue monday dei New order, in cui la misteriosa banda (ma cercatevi i componenti in rete, in fondo al video c’è l’elenco dei suonatori) rifà il caposaldo dell’elettropop usando solo strumenti disponibili negli anni 1930, dal teremino alla sega musicale, dai calici riempiti d’acqua a diversi livelli all‘armonio.
Ascoltate e godete aliquanto.
La versione originale la trovate qua sotto: la postiamo con le parole, che pure quelle sono fondamentali, come racconta il necessario Massimo Palma in Happy Diaz. La formazione musicale di una generazione ammazzata di botte, con tredici ritratti di Tuono Pettinato.

Le emoticone nella vita reale, o Con chi sta parlando davvero il vostro bimbo?

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Tre immagini dalla campagna Innocenza in pericolo, il cui motivo ricorrente è: «Chi è che davvero sta parlando in rete con il tuo bambino?».
Dovrebbero fare paura, ma così fatti a me fanno simpatia: più che una manica di luridi pervertiti mi paiono simpatici bruttoni.
Poi, se pensi che parlano con bambini fingendo di essere bambini, certo, ti viene ribrezzo e desiderio di strage.
Però l’impatto grafico, d’acchitto non funziona.
Oh no? Forse, ripensandoci, che siano così simpatici è pure peggio. Forse proprio per questo funziona, perché i pervertiti sono così: simpatici, e perciò pericolosissimi.
Vabbe’, funziona.
Vamma’.