Outernet

Chi scrive adora la rete, per come ha allargato il mondo e rimpicciolito i confini eccetera eccetera. Tuttavia, come al solito, ci vuol misura: è uno strumento come tanti, migliore di tanti, ma che non sostituisce una passeggiata o un bacio, la sensazione del vento o la gioia di entrare in libreria – né evita tutte le cose malgirate dell’esistenza.
Eppure ci sono persone che senza la rete si sentono completamente perse (chi scrive sottolinea: completamente, per tirarsi fuori dal mucchio), e  se qualcuno raccontasse loro che solo un par di decenni fa chi voleva saper qualcosa andava in biblioteca e non su Google, chi voleva comprare varie cose andava in un negozio e non su ebay e chi voleva acquistare libri andava in libreria e non su amazon, chi voleva vedere gli amici li incontrava al parco o al muretto e chi voleva tenere un comizio montava su un palco e non “cinguettava” e che per far tutto ciò i servizi li fornivano i piedi, o le bici, o le auto, o i bus, o i treni…
A tutti loro è dedicata questa vignetta (dal sito Wrong hands, di John Atkinsons. Molto carino, fra l’altro).

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