Omsk, la terza capitale russa

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1. Pilone decorato per la festa della città.

Iniziamo a pubblicare, in più puntate (una ogni venerdì), un bellissimo diario di viaggio / reportage realizzato dall’allegorica Carla Muschio, intorno al suo soggiorno a Omsk. Prendete e leggetene tutti, ché fa bene allo spirto.

Omsk è la seconda città della Siberia dopo Novosibirsk per importanza commerciale e numero di abitanti, che sono 1.200.000. Si trova nella parte sud-occidentale della Siberia, sullo stesso parallelo di Manchester e sullo stesso meridiano di Nuova Delhi.
È chiamata la «terza capitale» della Russia perché tale fu, dal 7 giugno 1918 al 14 novembre 1919, per le forze fedeli al regime zarista, sostenute dall’esercito «bianco» e dai paesi dell’Intesa e capeggiate dall’ammiraglio  Kolčak. Essi si opponevano alla rivoluzione bolscevica e speravano di riuscire a sconfiggere l’Armata Rossa a partire dalla Siberia. Per un anno e mezzo tentarono di ricostituire a Omsk tutto l’apparato dello stato russo, ma la città venne riconquistata dai bolscevichi.

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2. (sx) Statua di cera dell’ammiraglio Kolchak nella sua residenza. 3. (dx) Venditrice di gadget patriottici con il tricolore russo.

Omsk cessò di essere capitale, ma la ricchezza della sua storia è rimasta fissata nei monumenti e nelle istituzioni della città. Questo la rende estremamente interessante da visitare.
Lo spessore artistico e culturale di Omsk non è paragonabile all’opulenza di Mosca e all’eleganza di San Pietroburgo, ma in compenso Omsk, con la sua calma provinciale, presenta una «russità» più concentrata rispetto alle altre due capitali, così lanciate nella corsa verso l’Occidente e la modernità. Anche spazialmente Omsk è più abbordabile. Qui,  in poche vie e pochi giorni, il visitatore riesce a vedere esempi di tutti gli stili architettonici e le scuole artistiche che si sono succeduti nel paese; per le strade si vedono quasi tutte le comunità etniche presenti in Russia; la storia, gli usi e i costumi russi sono ben illustrati nei vari musei. Inoltre, mentre Mosca e Pietroburgo, dopo il crollo del regime sovietico, hanno cercato di cancellare in fretta le sue tracce, anche quelle indipendenti dalla politica come le grate delle finestre e i chioschi dei ciabattini, Omsk si è modificata a un ritmo più naturale, così che qui è possibile ancora vedere tanti dettagli della visualità del XX secolo che, se anche non sono belli, sono perlomeno cari a chi ha amato questo paese nel corso del tempo.

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4. Bouquet contadini al mercato libero dei fiori.

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5. Popolane che vendono vasi di piante di propria produzione.

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6. Tipico cestino sovietico. Ecologico, senza sacchetto: si svuota facendolo ruotare.

La città si sta preparando con restauri e varie iniziative al tricentenario della sua fondazione, che cade nel 2016. Un’occasione in più per visitarla. Va detto però a chi voglia raccogliere il mio invito che Omsk non ha una vocazione turistica, quindi le informazioni per visitarla (cartine, orari dei musei, indirizzi dei luoghi interessanti) vanno un po’ conquistate. Sapere il russo sicuramente aiuta.

(continua venerdì prossimo).

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7. Vialone cittadino percorso dal tram.

 Carla Muschio
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Una risposta a Omsk, la terza capitale russa

  1. russko dice:

    Un articolo come sempre interessante, in questo bellissimo sito! Però le immagini senza didascalie non si capiscono. Cosa è quella specie di fiore gigante in stoffa? E la statua del militare cosa rappresenta? Non potete mettere le didascalie? Grazie

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