Omsk: il moderno

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1. Edificio di Radio Siberia con la sua guglia. 2.Sede neoclassica per il negozio Mango.

A Omsk ogni due passi ci si imbatte in un negozio che vende tecnologia: cellulari, computer. Dice la pubblicità di un iPhone: «costa solo 999 rubli», cioè 22 euro. E tutti ce l’hanno. Infatti non ci sono punti Internet nella città perché si calcola, evidentemente, che ciascuno abbia già le sue risorse informatiche. Questo è un segno di benessere e modernità, ma non tutti sono ricchi. I bigliettai (più spesso bigliettaie) dei mezzi pubblici sono spesso anziani che hanno bisogno di arrotondare una pensione magra. Il costo degli alloggi è alto, mi dicono che in una casetta di legno della periferia vivono magari tre famiglie, che non possono permettersi di affittare un appartamento tutto per loro. Quindi, molti vivono in condizioni economiche modeste, ma non ho visto segni di vera miseria.

Zegna

3. Il bel palazzo che ospita il negozio Zegna.

In compenso ho visto segni di vera ricchezza, come se i nuovi ricchi (o «nuovi russi», come vengono chiamati) avessero una smania insaziabile di acquisire tutti i simboli del lusso. La via Lenin, che parte dal centro e si protende per chilometri e chilometri fino alla periferia, può fare da metafora della stratificazione sociale della città. I primi 200 metri sono dedicati al lusso sfrenato e sono occupati dalle case di moda dell’Occidente. Un paio di sandaletti costa come due stipendi di impiegata.

via Lenin

4. Via Lenin oggi, un tempo la via più chic della città.

Più oltre ci sono le marche più modeste: Puma, Benetton. C’è anche Oviesse a Omsk, ma non qui. E c’è l’immancabile Ikea. Proseguendo, si trovano i negozi comuni russi, i più affollati, che vendono per lo più prodotti dozzinali, in continuità con il commercio sovietico. L’aspirazione dei primi rivoluzionari di offrire al popolo prodotti sobri e solidi a prezzo ragionevole sembra non valere più.

via Marx

5. Edificio neoclassico in via Marx.

I pochi negozi «per turisti», turisti russi, vendono la paccottiglia kitsch tipica dei negozi simili di tutto il mondo. Il meraviglioso artigianato russo però si riesce ancora in parte a trovare. Ho visto un intero negozio di ceramica Gžel’ in un grande magazzino e, sempre lì, un negozio con un ricco assortimento di oggetti in legno laccato, Kochloma. Si sono conservati, ho pensato, perché sono ancora in uso presso i russi.

Montenapoleone

6. L’edificio che apre la via dell’alta moda.

Le librerie del centro sono poco più che cartolerie. In questo Omsk si conferma come città provinciale.

(continua il prossimo venerdì. Le altre puntate del reportage su Omsk le trovate così).

Carla Muschio
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