New York con AMORE

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Inauguro questo reportage su New York, dove sono stata durante le vacanze di Natale 2013, con un’icona della città: il celebre monumento LOVE dell’artista Robert Indiana, sulla Sixth Avenue, in pieno centro. Proprio durante il mio soggiorno stava per concludersi una bella mostra dedicata al suo autore dal Whitney Museum of American Art (Beyond Love, 26/9/2013-5/1/2014), che porta ad approfondire il contesto e il «messaggio» di questo monumento.
Chissà se le coppie che fanno la coda per essere fotografate sotto questo monumentale inno all’amore sanno che l’immagine è nata non come omaggio al libero amore degli anni Sessanta ma come immagine sacra.
Agli inizi proprio di quegli anni Sessanta, difatti, una Christian Science Church commissionò a Indiana, già affermato al fianco di Andy Warhol come artista della Pop Art, un’opera per decorare la chiesa. Robert si ricordò di un gioco grafico che aveva creato in una poesia del 1958 ponendo le lettere maiuscole LO sopra VE, ed applicò lo stesso schema in un grande dipinto. L’immagine piacque così tanto che nel 1964 il Museum of Modern Art di New York ne fece un biglietto d’auguri. Da lì l’immagine prese a dilagare con mille riproduzioni e applicazioni (tra cui un francobollo della posta statunitense). Robert Indiana, che non aveva pensato a registrare il copyright della sua immagine, guadagnò ben poco da tutto questo sfruttamento e oltretutto da allora faticò molto a farsi apprezzare per il resto della sua produzione artistica, messa in ombra dall’onnipresente LOVE.

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Nel 1971 venne installata a Boston la prima scultura LOVE, seguita poco dopo dal monumento di New York che si vede qui. Oggi ci sono 17 monumenti LOVE in varie città degli Stati Uniti e altri nel resto del mondo.

Carla Muschio
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