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santantonio

Lettore, leggi la scenetta e risolvi la situazione, o modificala, con le maniere migliori che riesci a pensare. Anche se non mi hai mai scritto, comincia ora. Inviami il tuo testo entro domenica prossima. Saranno gradite anche citazioni stimolanti sull’argomento. Le risposte migliori verranno pubblicate nella vetrina entro il lunedì successivo. Alla fine dell’anno 2014 si vincono tre libri, assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
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Commenta il colloquio tra Ambra e Antonio, due amici.

•    Oggi ho ricevuto per mail una catena di sant’Antonio a cui quasi quasi partecipo.
•    Di cosa si tratta?
•    Te la leggo. «Ciao amici. Stiamo iniziando uno scambio collettivo, costruttivo e, speriamo, emozionante. Abbiamo scelto persone che immaginiamo saranno fedeli, per divertirci. Manda una citazione positiva o un verso di poesia alla persona il cui nome si trova nella posizione 1 qui sotto (anche se non la conosci). Deve essere un testo che ti ha dato sollievo in un momento difficile. Dopo che l’hai inviato alla persona in posizione 1 e solo a lei, copia questo testo in una nuova mail mettendo il mio nome in posizione 1 e metti il tuo nella posizione 2. Invia la mail a 20 indirizzi. Se non puoi farlo entro 5 giorni, faccelo sapere. Grazie!».
•    Pensi di rispondere?
•    Non so. In verità a me pare una totale stupidata, copio una poesia che mi piace e poi? Chi la legge, oltre all’amica che me l’ha chiesta?
•    Allora non rispondere.
•    Lo so, è quello che sono tentata di fare. Però non vorrei offendere l’amica che me l’ha mandata. Oltretutto la mail dice: se fermi la catena, avvisami. Una volta l’ho fatto, con un’altra catena, ma l’amica che ho avvisato ci è rimasta male. Non vorrei mai offendere Agata.
•    Sei troppo delicata. Io le catene di sant’Antonio le fermo e basta. Mi scrivesse anche Gesù Cristo, io lo cancello. E poi vorrei sapere a chi servono. Per ne le inventano i gestori della telefonia o i pubblicitari, per farti stare di più online.
•    Boh, penserò cosa fare. C’è sempre così tanto a cui pensare. Ti riesci a stare dietro alla posta elettronica?
•    Non sempre. Le risposte facili le do subito. Le mail su cui c’è più da pensare le faccio aspettare magari anche una settimana.
•    Veramente? Dici a me di fermare le catene, che non fanno male a nessuno, e poi tu non rispondi a una mail per una settimana. Io sarò troppo scrupolosa, ma una mail la prendo come una telefonata, rispondo immediatamente. E se proprio non so cosa dire, prometto di rispondere nei giorni successivi.
•    Ma come la fai difficile! Se uno ha davvero fretta mi può sempre telefonare. Se no, che aspetti.

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