Natale sotto i piedi. Dopo

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(Per coerenza* con il 2016, questa puntata di Immagini da riporto viene pubblicata, anziché il 27 dicembre, con ritardo ciclopico. Chiudete un occhio, haha le matte risate. Nel 2017 daParte riprenderà a pubblicare con regolarità almeno una cosa al giorno. *Coerenza è, in codesto caso, parola santermese di difficile traduzione italiana, dovendo abbozzarne una bisognerebbe trovare qualcosa che stia a metà tra l’incasinamento e la cialtroneria. Sempre per coerenza, mettiamo una data farlocca di pubblicazione: 27 dicembre 2016. Uéééééé, ci siamo riusciti! Che bravoni).

Se dicembre è piovoso, la passerella inchiodata al marciapiede gioca contro le intenzioni di chi l’ha fatta installare, dato che le sue macchie rompono l’incanto del Natale e riportano il passante letteralmente con i piedi per terra. Dall’idealità di una festa sognata a una passerella zuppa di pioggia.

E se anche la passerella arriva a Natale senza acquazzoni, il tempo lascia ugualmente i suoi segni. I colori stingono, il tessuto si strappa. La passerella, se presa come metafora, non allude certo a un idillio. Si farebbe più bella figura a toglierla, e invece c’è chi aspetta la fine di gennaio per staccare il tappeto rosso prendendo atto che la magia del Natale, chissà come, si è dissolta. Eppure, chissà come, la si era tanto aspettata.

Carla Muschio
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