New York, il messianesimo di Natale

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Nelle grandi città del mondo occidentale, e a New York più che in altre, il Natale suscita una sorta di messianesimo. Prima della festa tutto parla di una grande attesa: gli alberi da decorare in vendita, le ghirlande, le luci. Pur sapendo che Babbo Natale porterà i doni solo sotto gli alberi delle case private, ogni istituzione, dal «New York Times« a un semplice condominio, si dota di qualche decorazione.

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Poi Natale viene, si scartano i regali e già dal pomeriggio della festa tutti corrono a farsene altri, dato che i negozi iniziano le svendite post-natalizie e chi prima arriva può aggiudicarsi i pezzi migliori.

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La smania di nuovo è così forte che già a Santo Stefano gli alberi di Natale, avendo ormai svolto il loro servigio di raccogliere i doni sotto i rami lucenti, vengono spogliati e allontanati. Li si vede buttati malamente davanti alle case, ingombrante spazzatura di cui liberarsi in fretta.

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Non sarebbe meglio, almeno in questo caso, prendere esempio da alcuni dei tanti avi di questa città e tentare qualche operazione di riciclo?

Carla Muschio
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