Messer Galvano e Messer Marhalt

beardsley_lancillotto

Lettore, in questa rubrica trovi ogni volta la mia narrazione di un episodio del ciclo di re Artù, seguita da una sua variante moderna. Sei invitato a scrivere il finale secondo la tua fantasia, in sintonia o in opposizione alla vicenda base, e inviarlo alla maestra entro le ore 20 di domenica prossima. Le soluzioni migliori saranno pubblicate nella «vetrina» della puntata, insieme al finale della storia scritto da me. A Natale chi avrà dato i contributi più abbondanti e interessanti riceverà un libro omaggio.
(Cliccate sulle linguette delle schede per proseguire. Nell’immagine, un disegno di Aubrey Beardsley).

Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

 

La storia

Andando alla ventura, un giorno Messer Galvano si imbattè in Messer Marhart, un cavaliere assai prode. Ne ebbe subito la dimostrazione vedendolo sconfiggere un nemico.
Galvano si presentò e Messer Marhart, che conosceva il suo valore, propose una piccola tenzone, solo per misurare le loro forze.
Bisogna sapere che le forze di Galvano crescevano col sole del mattino e iniziavano a svanire a mezzogiorno. Essendo ancora mattino, il cavaliere si sentiva pieno di forza e quindi accettò la sfida. Il combattimento fu assai fiero perché ambedue i campioni erano molto abili. Dapprima combatterono a cavallo con le lance, poi a piedi, con le spade.
Ma ecco che il sole raggiunse il mezzogiorno. Le forze di Galvano iniziarono a scemare, tanto che Marhalt, che stava per colpire l’avversario alla pancia, vedendo che non si difendeva con lo scudo, si fermò. Disse che non osava ucciderlo ora che aveva perduto le forze, sarebbe stato un assassinio.
Galvano si commosse per tanta cavalleria. Ringraziò l’avversario e depose le armi. Marhalt fece altrettanto. I due si abbracciarono come fratelli e giurarono di restare per sempre amici.

La variante

In una cittadina delle Ande era in corso la campagna elettorale per l’elezione del sindaco e della giunta comunale. I due principali partiti in lizza erano il Partito del Faggio, che dava importanza all’ecologia, e il Partito della Matita, che prometteva di sostenere l’istruzione.
La campagna elettorale era in pieno fervore con comizi, animi accesi, accuse agli oppositori. Tutti si appassionavano, anche i bambini, perché era un bel diversivo dalla noia della vita di paese.

Taggato . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *