MB: Breve passeggiata sul Renon (senza Freud)

tim_lahan

Uso questa immagine di Tim Lahan per presentare un pezzo tratto dal sempre vunderbarro sito Made in Bolzano, in cui il gestore blogante racconta di una sua giornata senza nulla di straordinario (pare a lui). Perché questa immagine? Leggete il suo pezzo e poi leggete la mia giornata tipo a Roma, città ove quasi ogni pena è capitale (a meno tu non abbia tanti soldi e/o una casa in centro. Io ne soffrirei ugualmente, le città formicaio non fanno per me. «E tornatene a casa», mi dicono da più parti; ehhhh).
Il titolo del pezzo riprende quello originale dell’articolo, le due etichette sono invece fatte in daParte.
Aggiornamento: un paio di giorni dopo, MB mi ha scritto: il paragone non vale, perché è tra una sua giornata di festa e una mia giornata di lavoro. «Vuoi che ti descriva una mia giornata di lavoro?», mi ha chiesto. Si può essere più cattivi?

MB: Bolzano

Certe giornate riescono a farmi apprezzare in maniera particolare il trasferimento a Bolzano. Questa mattina, dopo qualche lettura (io) e qualche cartone animato (Sofia) siamo usciti. Abbiamo passeggiato in centro e preso la funivia per il Renon. Temperatura e cielo fortunamente invitavano a camminare e chiacchierare. Arrivati a SopraBolzano siamo scesi verso le piramidi di terra sulla strada romana, giocando sopra i tratti ghiacciati. Dopo un paio di rituali foto a piramidi e lama, siamo tornati indietro e ho lasciato scegliere a Sofia se voleva proseguire per Costalovara, o fare la «Freud promenade» fino a Collalbo. Quest’ultima l’abbiamo fatta almeno una decina di volte, per cui ci siamo fermati al bar a fianco della stazione a monte per un toast ed un panino. Mentre mangiavamo Sofia mi ha detto che era stanca e che voleva scendere per tornare a casa. Nel tragitto verso casa ci siamo fermati a mangiare fette di torta da Lintner. Poi siamo rientrati.
Cos’ha di straordinario una giornata del genere? Assolutamente nulla, per questo sono contento.

MB
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CDC: Roma

Certe giornate riescono a farmi disprezzare in maniera particolare il trasferimento a Roma (città tra le più straordinarie al mondo se non devi respirare e non ti devi spostare fisicamente da una parte all’altra. Dell’architettura taccio, dacché condivide la moderna bruttezza con quasi tutte le città del mondo; a Roma tuttavia, data l’antica bellezza, si nota di più).
Mercoledì. Questa mattina, dopo essermi destato alle 6 con la sveglia della mia compagna che deve essere al pezzo entro le 7 e mezza, e noi s’abita a 33 chilometri da dove lavora e a quell’ora sul grande raccordo anulare c’è già traffico, mi son messo al calcolatore, ho smanaccato un poco, leggiucchiato e attesa l’ora di svegliare mio figlio; dopodiché, cinque minutini cinque di cartone animato, colazione, abiti e via all’asilo, grazie alla nonna che lo viene a prendere e ce lo porta. Quindi: un chilometro di camminata in mezzo alle macchine per raggiungere la ferrovia, prendere il treno e fare mezz’ora di viaggio (oggi ritardo di soli 6 minuti) in piedi, stipati come cellule su un cm di pelle, fino a Roma. Quindi: alternative tra circa tre chilometri di camminata in mezzo alle macchine o viaggio in piedi in autobus, comunque prima delle 10 non sono in ufficio di sicuro.
Arrivato al lavoro (un posto dove geni assoluti hanno messo l’impianto di riscaldamento che spande calore a partire dal soffitto, lo qual non tende ad attirare l’aria calda, come ben sapevano i fratelli Mongolfiera, ché son francesi ma li chiamo così lo stesso; una volta ho dovuto cambiare una lampadina e ho scoperto che a un metro e mezzo da terra si stava benissimo, in ufficio), si travaglia insino all’ora di pranzo, quando ci attende una lauta pausa di una intera ora tutta. Quindi: alternativa tra pizza al taglio (buonissima, devo dire) e panini creativi al supermercato, qualche chiacchiera, caffé e sigaretta e poi di nuovo al lavoro.
Ore 19, uscita dal posto di lavoro e percorso a ritroso: ritorno a casa ore 9 meno venti se butta bene (tre volte hanno soppresso il treno che copre una parte del mio percorso), cena, qualche gioco col figliolo, se sviene presto un po’ di tempo con la mia compagna e se è duro ad addormentarsi buonanotte a entrambi, lavoro fino all’una di notte e poi si ricomincia.
Quindi: cos’ha di straordinario una giornata del genere? Assolutamente nulla, per questo sono sfavato come una bestia.

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