Marco Cianfanelli / Rilascio (monumento a Nelson Mandela)

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50 anni dopo l’imprigionamento di Nelson Mandela, avvenuto nel 1962 e durato 27 anni, il sudafricano Marco Cianfanelli (che qualche parentuccio da noi lo deve avere) ha costruito il monumento che vedete qui per celebrare la ricorrenza: 50 colonne alte fino a 9 metri, collocate nel luogo della cattura di Mandela, Howick.
Lasciando la parola a Cianfanelli: «Le 50 colonne rappresentano i 50 anni passati dalla sua cattura, ma suggeriscono anche l’idea di molti che vanno a comporre un insieme; della solidarietà. Indica l’ironia secondo cui l’atto politico dell’incarcerazione di Mandela cementò il suo stato di icona della battaglia [per la fine della segregazione razziale e per i diritti civili], alimentando la resistenza e la solidarietà e finendo per portare nel paese la democrazia e il cambiamento politico».
Personalmente, in un’opera a valore tanto simbolico mi funziona poco che il volto di Mandela si veda solo da lontano, come se da vicino non lo vedesse (avesse visto) nessuno; ma probabilmente anche qui può ravvisarsi un simbolismo: vedevano le cose a seconda del colore della pelle di chi guardava e certo, tra i bianchi, chi era orbo era un signore.
Forse a me torna poco perché penso a un’altra distanza, extranazionale rispetto al Sudafrica: e il mondo tanto amico della democrazia al punto da imporla con la forza in questo caso dov’era? Sempre in bagno?
Ci son cantanti che han fatto più di tanti governi. Bravi a loro e vergogna per gli altri (compresi i nostri governi di quegli anni).

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(Via Design boom).
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