Malta: una croce

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A Malta la «croce di Malta» è onnipresente, ritorna persino, forse per richiamo inconscio, nelle luminarie di Natale e nelle prese d’aria delle case.

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Del resto, la storia dei Cavalieri di Malta di cui la croce è simbolo occupa un posto importante nella cultura dell’isola ancor oggi, a distanza di secoli dalla fine del loro dominio: è una croce che ci tocca ancora portare.

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La sua forma è attestata in Amalfi dall’XI secolo ed era usata come «logo» dell’ordine monastico dei Cavalieri di San Giovanni anche detto degli Ospedalieri, che ad Amalfi ebbe origine. Costoro operavano a Gerusalemme prendendosi cura della salute dei pellegrini ma ben presto, a partire dalla prima crociata, si trasformarono in un ordine militare.

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Cacciati da Gerusalemme, si rifugiarono dapprima a Rodi, poi, nel 1530, ottennero Malta in feudo dall’imperatore Carlo V. Fino alla conquista napoleonica del 1798, quando furono scacciati, i Cavalieri di Malta furono i signori dell’isola. Malta fu una base importante delle azioni di guerra dell’Occidente contro l’impero turco e l’islam.

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I turisti che tra qualche secolo visiteranno le rovine delle basi NATO d’Europa ne trarranno probabilmente le stesse impressioni che suscitano al visitatore contemporaneo le tante vestigia lasciate a Malta dai Cavalieri di San Giovanni.

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Carla Muschio
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