Malta: la religione

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Il Cristianesimo a Malta non tardò ad affermarsi: pare che nel 59 d.C. l’apostolo Paolo in persona, sbarcato sull’isola, operasse le prime conversioni. I cristiani di Malta non vennero mai perseguitati. Perché allora, mi domandai, si sono conservate tante catacombe?

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Visitandole (nell’immagine soprastante: i cocci di bottiglia che proteggono la catacomba di Sant’Agata), scoprii che quella labirintica struttura sotterranea chiamata catacomba non era altro che il cimitero locale, che accoglieva chiunque morisse, non solo i cristiani. Pare che questi ultimi amassero riunirsi nelle catacombe per celebrare i banchetti funebri e anche per la liturgia, non per nascondersi ma solo per essere vicini e idealmente uniti ai loro santi e ai loro morti.

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Nei primi secoli della nostra era si praticarono molti culti nelle isole maltesi, ma l’arrivo dei Cavalieri di San Giovanni nel XVI secolo sbaragliò ogni altra religione per affermare trionfalmente il Cattolicesimo. Da qui l’abbondanza di chiese e la loro architettura grandiosa: si ha l’impressione che, se anche tutti i maltesi andassero a messa contemporaneamente, resterebbero ancora dei posti a sedere liberi.

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Non si può negare la bellezza di alcune chiese antiche e la ricchezza dei loro arredi. La cattedrale di San Giovanni della Valletta, ad esempio, ospita due tele di Caravaggio. Tristi sono invece molte chiese contemporanee, che imitano goffamente in cemento armato le forme di un tempo.

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Carla Muschio
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