Malta colonia inglese

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Dopo la breve parentesi napoleonica del 1798-1800, in cui Malta si sbarazzò del pesante giogo dei Grandi Maestri dell’Ordine di Malta, il paese venne occupato da Lord Nelson e nel 1814 diventò una colonia della Gran Bretagna. Restò tale fino al 1964, quando il paese conquistò l’indipendenza.

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Ancor oggi, dopo mezzo secolo di indipendenza, tanti ragazzi (anche italiani) vanno a Malta a studiare inglese, credendo che la popolazione parli ancora quella lingua. Ma il tempo si fa un baffo della politica e i maltesi con l’indipendenza hanno scelto come lingua nazionale, ovviamente, la loro, il maltese.

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Si tratta di una lingua semitica derivante dall’arabo, con un forte influsso italiano e un piccolo influsso (calcolato al 20%) dell’inglese. Molti conoscono l’inglese, ma solo le persone molto colte lo pronunciano e lo scrivono bene.

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Più che nella lingua, il passato inglese di Malta emerge in tante testimonianze oggettuali che il tempo ha preservato: una cassetta delle lettere, una cabina telefonica, l’insegna di un negozio, una targa commemorativa del soggiorno a Malta di un letterato (Coleridge, Byron, Edward Lear…), un monumento, un edificio.

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Ad esempio, davanti alla Biblioteca Nazionale troneggia, il termine non è casuale, la Regina Vittoria che l’ha voluta e finanziata, e lascia cadere sul piedestallo un imponente strascico di pizzo di pietra.

Carla Muschio
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