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Lettore, leggi la scenetta e risolvi la situazione, o modificala, con le maniere migliori che riesci a pensare. Anche se non mi hai mai scritto, comincia ora. Inviami il tuo testo entro domenica prossima. Saranno gradite anche citazioni stimolanti sull’argomento. Le risposte migliori verranno pubblicate nella vetrina entro il lunedì successivo. Alla fine dell’anno 2014 si vincono tre libri, assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

Giacomo e Gigi, due giovani amici, sono entrati in un gruppo Google di amanti della musica irlandese. Per non esporsi troppo, si sono creati delle identità fasulle con i nomi di Gigia e Giacomina. Si divertono a provocare il gruppo ora con giudizi taglienti, ora con messaggi seduttivi. Una volta in cui erano stati delusi da un concerto di livello, a loro parere, assi scadente, dopo essere andati fino a Roma per assistervi, si sono proprio arrabbiati con i musicisti e gli organizzatori. Prima l’uno, poi l’altro, hanno scritto messaggi in cui li insultavano usando termini pesanti. Uno sfogo, perché nella vita reale mai si esprimerebbero in quel modo.
Ma dove andrebbe quell’odio se non ci fosse Internet? Come si deve considerare una lettera di insulti a un cantante? Reale violenza o prevenzione di una violenza più concreta, quella che picchia davvero?
E gli insultati farebbero meglio a rispondere o tacere?

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