Loreto, un porto bello per una casa volante della Madonna

belloportobello

Fino a poco tempo fa vivevo nell’ignoranza delle vicende storiche sulla basilica di Loreto, che avevo erroneamente relegato alla categoria Santuari-Di-Madonne-Generici-et-Nojosi.
Ad esempio a Bologna c’è il santuario di San Luca che ospita un ritratto della Madonna secondo tradizione portato da un tizio greco da Costantinopoli e dipinto da san Luca evangelista.
(Il dipinto se portato in processione pare avere un +2 contro piogge persistenti e +1 contro non morti).
Questa vicenda ci insegna a diffidare dei greci o (a scelta) che san Luca aveva fra i poteri da santo quello di dipingere nell’80 d.C. in stile bizantino, ma nel complesso resta poco interessante.
Ma a Loreto no, non si fanno portare una reliquietta da un pellegrino qualunque. «Secondo tradizione» nel 1291 un nutrito gruppo di angeli zingo-squatter si piglia la casa di Maria direttamente da Nazaret e se la usa come roulotte volante per le vacanze, prima in Croazia, poi vicino ad Ancona, poi dice che le colline marchigiane sono tanto sottovalutate, e la piazzano sulla strada fra Recanati e il suo porto. Alla fine un contadino ci ha installato uno scacciapiccyoni a ultrasuoni e la casa è rimasta lì e ci han fatto una basilica intorno.
(va da sé, la Madonna di Loreto è patrona degli Aeronauti con tanto di decreto papale)
Qualche centinaio di anni dopo il milletré, la storia cominciava a sembrare una minchiata galatt implausibile anche ai fedeli meno scaltri, così è stata leggiermente ritoccata ipotizzando una puntata speciale di Supermegatraslochi Della Madonna™ in cui una non meglio precisata famiglia nobiliare di nome Angeli o De Angelis ha smontato pezzo a pezzo la casa di Nazaret e l’ha portata in Italia.
MA (suspence!) questa plausibilissima teoria conflitterebbe con il fatto che «tutti i mattoni della Casa sono ancora saldati dalla malta che si usava in Palestina, ovvero un misto di solfato di calcio idrato (gesso) impastato con polvere di carbone di legna secondo una tecnica nota in Palestina duemila anni fa, ma mai impiegata in Italia» (*).
Peccato, io già m’immaginavo il gruppo di crociati a Nazaret con quei 1200 anni di ritardo a chiedere indicazioni stradali: «Scusi, dov’è la casa di Maria?», e un pajo di palestinesi burloni che «Dai, indichiamogli la casa di Ismail e diciamogli che son passati quelli di Equitalia».

Autolesionistra
Visitate il suo sito

Taggato , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *