Lo veggente di total ruina (qual beltade) / The voyeur of utter destruction (as beauty)

lunadisangue

(Traduzione curata da Mastro Giulio di The voyeur of utter destruction (as beauty) di David Bowie – cliccare sul titolo per il testo originale, o anche qui)

Un carme fatto di visioni apocalittiche, le quali si susseguono senza senso apparente. Rispetto al modello giovanneo, infatti, qui non pare esservi rivelazione di alcun ordine cosmico venuto a stabilire il suo regno di pace, ma forse neanche la total ruina: solo una piccola pace, un posare dopo la tempesta.

LO VEGGENTE DI TOTAL RUINA (QUAL BELTADE).

Tremor me squassa, mentr’ho fiso il guardo[1]
nell’astro Febo[2] sinché l’ocul m’ardo;
m’assal tremore mirando brutale
materna sozza bestia; e ognor m’assale

tremor che squassa, mirando l’acquosa
Selen[3], che anelo come ìl filisteo
continente; e mi scoto[4], e sanza posa
giro col verme, ‘l brando e ‘l dolor meo.

Vortico ognora nell’atrocitade
dell’amorosa stretta, e ancor mi scoto
ché l’olezzante carne pari all’Ade
in gentilezza è. D’aver tutto noto

e tutto visto m’afferra ‘l disìo,
veggente che la totale ruina
qual beltade vede, lo turbinìo
me torna a prender, me volge e turbìna.

La cerca perforommi onne propaggine
de li attributi virili, tu or posa;
vita qual punta d’aguglia[5] in cecaggine[6]
manda ‘l disìo desse ‘l novo[7]; ma or posa.

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[1] Gli occhi fissi a guardare. [2] Il sole, ormai dovreste saperlo. [3] La luna (e anche qui…). [4] Scuoto. [5] Ago. [6] Cecità. La frase significa “acceca il desiderio di”. [7] Nel senso di “prossimo”.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'n'roll, li fusi.
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