Lo smaltimento dei rifiuti

Lettore, leggi il testo sotto. Poi tocca a te. Sei invitato ad andare oltre il testo leggendolo come un’allegoria. Non c’e’ un’unica soluzione. Vanno bene tutte le chiavi, pur che aprano verso significati nuovi. Inviami la tua risposta entro lunedi’ prossimo. Le letture piu’ belle saranno pubblicate nella vetrina. Alla fine dell’anno si vincono tre libri, assegnati a capriccio da uno dei curatori del sito.

Lo smaltimento dei rifiuti

Negli Anni Ottanta, in una ricca casa californiana, vidi uno spettacolo che mi colpì per la sua distanza dalla consapevolezza ecologica già allora presente in Europa. Nella cucina della casa, dove abitava una coppia con una bambina piccola, c’era un bidone della spazzatura dove venivano buttati in modo indifferenziato tutti i rifiuti che si producevano, tranne il cosiddetto “umido”. Le dimensioni di questo bidone erano le stesse degli attuali bidoni condominiali italiani e il design, quello noto dai film americani. Tanti erano gli scarti di quella famiglia che alla fine di ogni giorno il bidone era stracolmo e veniva sostituito da uno vuoto. Si salvava dallo spreco generale solo il cosiddetto “umido”, smaltito con una curiosa macchinetta elettrica attaccata al lavandino. I rifiuti confluivano in una vaschetta, dove venivano sminuzzati così da poter essere facilmente trasportati dall’acqua fino a un impianto di trattamento dei rifiuti organici. In questo impianto dei batteri “digerivano” il materiale, dopo di che la parte acquea, purificata, veniva usata per l’irrigazione, mente il “fango” era utilizzato come fertilizzante.
Lo spreco e il dilagare della spazzatura che ho descritto mi scandalizzarono. Peraltro, c’era almeno la triturazione dell’umido. In precedenza, nell’America degli Anni Sessanta, non c’era neanche quella. Si buttava tutto in modo indifferenziato, inquinando terra, mari e fiumi. Oggi invece negli Stati Uniti, pur essendo ancora lontani da una gestione dei rifiuti rispettosa dell’ambiente, non c’è luogo dove non si pratichi perlomeno la raccolta differenziata di vetro, carta e plastica.
Anche in Italia un uso allegro della pattumiera è semplicemente vietato e si viene multati anche solo se si butta una busta di carta insieme ai rifiuti generici. Molta strada deve ancora essere percorsa nei paesi ricchi perché la società non finisca sommersa dalla sua stessa spazzatura, ma già molti hanno adeguato il loro comportamento a una buona consapevolezza ecologica.

Buone regole

Per il bravo ecologista, la prima regola è cercare di avere pochi rifiuti da smaltire: usare borse di tela per trasportare la spesa, invece di quelle di plastica o carta; preferire prodotti con packaging ridotto; usare per il vino e l’acqua fiaschi e bottiglie di cui si possa restituire il vuoto. Se dove si vive esiste una raccolta differenziata dell’umido, porre in questa tutti i rifiuti organici. Se poi si ha la fortuna di avere un giardino, l’ideale è fare il compostaggio di tutto il materiale organico, ottenendo terra ricca da usare per il giardinaggio e alleggerendo il carico dei rifiuti della propria città. Bisogna inoltre raccogliere separatamente vetro, carta, plastica, pile, farmaci scaduti. Dare ai poveri i vestiti smessi e tutto ciò che sia in buono stato. Infine, non comperare cose inutili o brutte ma solo cose utili, solide e belle che diano gioia a lungo prima di essere, se mai verrà quel giorno, buttate via.

Carla Muschio
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