Lo sbadiglio

sbadiglio

Lettore, leggi la scenetta e risolvi la situazione, o modificala, con le maniere migliori che riesci a pensare. Anche se non mi hai mai scritto, comincia ora. Inviami il tuo testo entro domenica prossima. Saranno gradite anche citazioni stimolanti sull’argomento. Le risposte migliori verranno pubblicate nella vetrina entro il lunedì successivo. Alla fine dell’anno 2014 si vincono tre libri, assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
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 Arturo ha avuto molto da fare in banca oggi. Non ci voleva il compleanno di Mara proprio stasera. È un dopocena. Arturo e Chiara, la sua compagna, si presentano con un bel regalo e un gran mazzo di fiori. Gli invitati sono una decina. Il vino è buono, i dolci abbondanti e squisiti. Via via che si dipana la serata si creano dei capannelli che si rimescolano all’apertura di una bottiglia, alla comparsa del gelato.
Arturo si è sistemato su un divano profondo, con un bicchiere in mano. Attorno a lui si parla di un film che Arturo non ha visto. Mentre ascolta, l’uomo sente salirgli dal petto un irrefrenabile sbadiglio. Estrae il fazzoletto, finge di doversi soffiare il naso e dissimula così l’imbarazzante moto della bocca, ma qualche minuto dopo il tormento riprende. Chiara, che ha colto l’imbarazzo di lui, è sulle spine. Qualche attimo dopo il moto è così forte che Arturo cede le armi. Con la sinistra posa il bicchiere e con la mano destra si copre la bocca, spalancata in uno sbadiglio profondissimo.
L’invitata che stava raccontando con zelo le ultime novità fiscali si interrompe e sbadiglia a sua volta. Si sa, lo sbadiglio è contagioso.

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