Lo dì d’anno novo / New year’s day

annonovo

(Traduzione a cura di Mastro Giulio di New year’s day degli U2 – cliccare sul titolo per il testo originale)

Col cambiare dell’anno arriva il momento dei bilanci, dei propositi e delle speranze: gli auspici di felici mutamenti, personali e di tutti, si scontrano spesso con l’amara constatazione che essi spesso arrivano con fatica. Ma la speme mai non cessa.

LO DÌ D’ANNO NOVO

Nel vespero ch’al novo anno s’appresta
tutto si tace ed attende la festa;
popul sgattaiola in candida vesta
et onne cosa la medesma resta,
nel dì ch’a principar l’anno s’appresta.

Sarotti accanto ancor novella fiata,
accanto ancor a te sarò, mia amata.

In suso ciel di sanguine rubente,
in giuso insiem cupa e candida gente:
conserti* l’arti, son pochi gli eletti,
novelle dicon ch’in speme siam retti

d’attraversar salvi esta mala hora
e d’esser cosa sola ancor, sebbene
scempi noi siam: novellamente allora
principierò, ch’il tempo forse viene.

Sarotti accanto ancor novella fiata,
accanto ancor a te sarò, mia amata.

V’è alcun che narra d’auro etade nostra,
l’auro che mena sol guerra funesta;
teco sarò, se ‘l sol s’asconde o mostra
o ciò vorrei: nell’anno che s’appresta
nulla cosa cangia, tutto ugual resta
nel dì ch’a principar l’anno s’appresta.

* Un’altra lezione recitava “v’è rosta d’arti”, dove rosta=intreccio.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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