Lingue straniere

ciao namaste

Lettore, leggi la scenetta e risolvi la situazione, o modificala, con le maniere migliori che riesci a pensare. Anche se non mi hai mai scritto, comincia ora. Inviami il tuo testo entro domenica prossima. Saranno gradite anche citazioni stimolanti sull’argomento. Le risposte migliori verranno pubblicate nella vetrina entro il lunedì successivo. Alla fine dell’anno «scolastico» si vincono altri tre libri (i primi tre sono stati già vinti e spediti), assegnati a suo capriccio da uno dei curatori del sito.

Carla Muschio
Scrivimi e visita il mio sito

Jan e Helena, marito e moglie, sono cechi. Vivono in Italia da anni e conoscono bene l’italiano, ma tra loro a casa parlano nella loro lingua madre, come è naturale. In pubblico, torna loro comodo ricorrere al ceco, una lingua che pochi conoscono, per potersi scambiare opinioni a voce alta senza essere compresi dagli altri.
Oggi sono andati a teatro. Nell’intervallo commentano l’opera, parlano del più e del meno. Osservando gli altri spettatori, Jan dice alla moglie, in ceco: «Guarda il collier della cicciona seduta dietro a me. Per te è vero o falso?».
E lei: «Spero che sia falso, almeno l’avrà pagato poco. È così volgare!».
Si stanno spegnendo le luci per l’inizio del secondo atto. La donna seduta dietro a Jan gli tocca la spalla e dice, in perfetto ceco: «Scusi, le è caduta la sciarpa. Tenga». E gliela porge.
Helena arrossisce, ma nessuno la vede perché ora c’è buio in sala.

Taggato , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *