L’ignoro, l’ignoro, l’ignoro / Quizas, quizas, quizas

quizas

(Traduzione curata da Mastro Giulio di Quizas, quizas, quizas di Osvaldo Farres, ma resa famosa da Nat King Cole – cliccare sul titolo per il testo originale)

Un contrasto d’amore tra l’amante che brama rassicurazioni per il futuro e l’altro che non sa che rispondere con dubbi, al punto da indurre nel desiderante deluso un tale stato di confusione da fargli dimenticare la sintassi – nella terza strofa, dove il nominativus pendens dell’originale è stato mantenuto.

L’IGNORO, L’IGNORO, L’IGNORO.

Ogne dì ti cheggio[1] del quando,
del loco e la guisa[2], t’imploro;
tu solo respondi al dimando:
“L’ignoro, l’ignoro, l’ignoro”.

E più niuno lume io veggio
di speme, nei dì pien di vòto[3];
sol rispondi a me che ti cheggio:
“M’è ignoto, m’è ignoto, m’è ignoto”.

E l’ore e Crono vai sciupando
nel cuitar inane[4], perché
quanto più diletto a voi è
sin quando, chi sallo sin quando.

E i dì volan sanza la speme,
così io disperomi in stallo;
sol dici al dimando che geme,
“Chi sallo? Chi sallo? Chi sallo”?

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[1] Chiedo. [2] Modo. [3] Vuoto. [4] Pensare inutile.

Informazioni su Mastro Giulio

Nacqui, conobbi la letteratura, conobbi il rock'nroll, li fusi.
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