Libri virgola casa

Wall of books - Amsterdam

Wall of books – Amsterdam

Una volta ho scritto una storiella davvero interessante. Parlava di un tizio che si ritrovava in un posto di mare e nessuno sapeva perché ci fosse andato. Era un tizio che, a tutta evidenza, non aveva niente da perdere. Insomma, il nostro protagonista prende in affitto una stanza in una pensione dove gli unici abitanti sono lui, la padrona di casa e il suo dirimpettaio. È proprio quest’ultimo che lo invita una sera all’inaugurazione di una casa di conoscenti che si rivela essere un bordello. Poco male. È comunque qualcosa meglio di niente. Una sorta di surrogato di felicità domestica.

Bookstore Mural - Pittsboro

Bookstore Mural – Pittsboro

Murales molto particolari: come potete vedere dalle immagini questi dipinti giganteschi raffigurano libri. Non solo. Nella maggior parte dei casi i murale rappresentano librerie. E c’è una bella differenza. Vuol dire che gli artisti non hanno scelto di dipingere una variazione sul tema «libro», bensì hanno utilizzato la loro vernice per una «libreria». Sarebbe davvero interessante incentrare questo post sui libri che hanno scelto come loro soggetti, ma tranne che nel caso della Duluth Public Library, non sono quasi mai leggibili i titoli. Basti dire che in quell’unico esempio i titoli citati sono il gotha della letteratura nordamericana contemporanea, quasi un sussidiario delle antologie scolastiche High School.

Flying Books - San Francisco

Flying Books – San Francisco

Quello che, invece, m’interessa è la libreria in sé, come arredamento. Una libreria è casa, è parte della casa. Si comprano le mensole delle librerie come si compra un divano o, che so, un frigorifero. Nelle molte case che ho visto in vita mia, tra personali, di amici, parenti e sconosciuti, anche quelle persone che mettono in mostra come unici libri le enciclopedie, hanno una libreria. Guardare quei murali mi fa pensare a vedere dentro una casa. Molto di più che la fotografia di un appartamento su una rivista, questi dipinti spropositati sono l’ingrandimento su uno degli appartamenti che compongono i palazzi scelti come «carta».

Transformer Books -   Russia

Transformer Books – Russia

E cosa significa guardare nella casa di qualcun altro? È un’abitudine un po’ voyeuristica e morbosetta, è vero, ma è così gustoso guardare senza esserci. Quelle case siamo noi, siamo la nostra casa; noi ci siamo sempre, ma se potessimo vederci mentre non ci siamo è come se potessimo vivere due volte la stessa vita. Insomma, voglio dire: è un regalo di tempo che ci facciamo e non è poco. Tutti quanti siamo sempre alle strette col tempo, che finisce, che non c’è mai, che non c’è mai stato. Eppure in questi residuali scampoli d’ombra riusciamo ad appropriarci di tempo supplementare. Possiamo spiare la vita che cresce sia vivendola che non vivendola. Facciamo esperimenti d’assenza, esercizi spirituali incredibilmente soddisfacenti. Una libreria è viva, è sempre in crescita. Si contano negli ammucchi arbitrari (per quanto riguarda il sottoscritto, s’intende) gli anni che passano; la genealogia scritta nei prezzi sulla quarta di copertina, il colore della carta, la linea visiva decisa dalla casa editrice. Il segno del tempo è nei gusti che cambiano. Di tutto questo è fatta la nostra esistenza, soprattutto di passaggio e movimento e se capita di potersi sospendere, di uscire da questa perpetua trasformazione allora, per un attimo, si è immortali.

Duluth Public Library - Minnesota

Duluth Public Library – Minnesota

Un po’ come accade al tizio del mio racconto, quello della casa di malaffare, talmente oppresso dal mondo delle scelte e del tempo, da cercarsi un oblio oscuro, una reale sospensione, per fare dispensa di tempo per quando arriverà davvero l’inverno. Non sono solo murales di librerie: sono specchi d’eternità.

Inside a Bookshelf - Sweden

Inside a Bookshelf – Sweden

Filippo Polenchi
Visita il sito dell’autore e quello di Barta edizioni

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