L’Epopea del tatuaggio dello Zar (1891)

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Poesia moderna volgente al soggetto tenero e toccante e di forma appropriata al canto.

Il 29 Aprile 1891 Nicola II, in visita di ufficio a Kyoto, fu aggredito per accidente inopinato da Tsuda Sanzo (1855-1891), un bravaccio della scorta che lo afflisse in volto con la sciabola.

Il cugino di Nicola, il Principe Giorgio Oldenburg di Grecia, parò il secondo colpo con un ramo da passeggio, disvelta condotta che serbò miracolosamente illeso il fausto Zarevic.

Tsuda fu incalzato e reso immobile da due conducenti di risciò, Mukaihata Jizaburo (1854-1928) e Kitagaichi Ichitaro (1859-1914), fregiati poscia con grado massimo di lode.

L’imperatore Mutsuhito espresse irrequieto affanno per la mancata cortesia del Giappone verso l’ospite di Stato.

Tale fu aggrandita profusione di solidarietà che Yuko Hatakeyama, giovane modista, per esercizio di sensibilità si tagliò la gola con un rasoio come atto di pubblica contrizione.

Lo Zar, perfetto nelle impressioni, la definì «Retsujo» (eroica) e la pose in gran dignità tatuandosi un Tatsu 龍 (drago giapponese) sul braccio destro, il 4 maggio in una dolorosa operazione che richiese 7 ore, a prezioso testimonio storico ed elegiaco.

Allorchè, mite nelle punizioni, espresse ufficialmente che se Tsuda fosse  stato disposto a morte avrebbe largito istanza di misericordia.

Zar Nicola II.

Atto a comprender dall’anima.

Una vita assorbita nell’amore.

Sancane
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