Lei sa chi sono io

marioferrara

Tutti in cuor loro hanno sempre la risposta alla frase -espressa o sottintesa- «Lei non sa chi sono io», e il sostantivo è sempre lo stesso. Una … (dai che lo sapete, dai!) che si approfitta del suo potere per fare il prepotente. Anche con chi fa solo il proprio dovere (al contrario di tanti altri).
Il tizio nella foto è Mario Ferrara, un uomo che (cito da Wikipedia), «da sempre vicino a Gianfranco Miccichè», alle elezioni politiche del 2013 «viene rieletto al Senato in Sicilia, nella lista del Popolo della Libertà, in quota Grande Sud. Lascia il Gruppo Misto il 20 marzo 2013, per diventare presidente del nuovo gruppo Grandi Autonomie e Libertà». La grande autonomia e libertà che chiede, pare, sia quella di dare il cattivo esempio.
Fermato a un normalissimo posto di blocco (cito da Repubblica), reagisce malissimo

dopo la contestazione della mancata esposizione del tagliando assicurativo e l’accertamento della mancata revisione dell’auto, scaduta nell’aprile del 2012. «Le dobbiamo contestare due contravvenzioni al codice della strada», hanno detto i due agenti. «Sono un senatore della Repubblica e esigo il saluto militare», avrebbe detto per tutta risposta Mario Ferrara ai due poliziotti. In via Emerico Amari sarebbe arrivato anche un funzionario della questura che avrebbe chiesto ai due poliziotti, per cercare di arrivare a un accordo, di fare il saluto militare. Eppure c’è un decreto del Presidente della Repubblica del 28 ottobre 1985 che non prevede il saluto militare a un senatore, ma ai sottosegretari di Stato per l’Interno, al capo della polizia-direttore generale della pubblica sicurezza, e verso le altre autorità dello Stato. Ovviamente il saluto militare, riporta il decreto, «è previsto anche per gli altri superiori gerarchici o funzionali, se in divisa o se conosciuti».Ma il senatore non si sarebbe fermato a quella richiesta, infatti avrebbe anche minacciato di chiamare il prefetto per metterlo a conoscenza di quanto stava accadendo. E mentre gli agenti scrivevano il politico avrebbe iniziato a chiamare dal suo cellulare. I due agenti, nonostante tutto, hanno continuato a redigere il verbale ed è allora che il parlamentare, rieletto alle politiche del 2013 al Senato, “ha cominciato a fotografare con il suo iPhone gli operatori di polizia senza nessuna spiegazione logica», come scrivono nella relazione i due agenti. Alla fine i poliziotti hanno consegnato a Ferrara un verbale di circa 200 euro e sono andati via. La zona in cui è accaduto tutto è sottoposta a videosorveglianza.

Di parlamentari così abbiamo un enorme bisogno: da un’altra parte, però. Che ne so? A cogliere cetrioli di mare con la muta da sub.
Ringraziando l’imperdibile Francesco R. per la segnalazione, chiudo con un video che dimostra una volta di più, casomai ve ne fosse bisogno, che nella filmografia di Bud Spencer e Terence Hill (se in coppia) fino agli anni 1980 inclusi è contenuta la risposta a qualsiasi domanda sulla vita e tutto il resto. Qualsiasi.

I DUE SUPERPIEDI QUASI PIATTI

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