Le etnie di Omsk

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1. «Installazione» automobilistica alla Festa dei Fiori.

(Le prime puntate del reportage da Omsk di Carla Muschio le potete leggere qui).

Il mio stradario presenta, tra i vari dati, la composizione etnica della popolazione nel 1915. Trovo interessante riportarla perché credo che oggi non sia molto mutata: russi 102.151; ucraini 12.723; tartari 4.393; polacchi 4.210; ebrei 4.158; cosacchi 3.014; tedeschi 2.312; zingari 799; mordvini 284; altri 13.

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2. Altra macchina fiorita per la festa nel parco.

I tartari e i cosacchi sono numerosi e si distinguono dai tratti somatici. Gli ebrei hanno una sinagoga, come i tartari hanno quattro moschee e i cosacchi le loro chiese cristiane. In giorno di sabato ho visto in centro due famiglie ebree con abiti e cappelli assolutamente tradizionali, il che significa che sono rispettati, se non hanno da temere a mostrarsi osservanti. Sono stata curiosa di vedere gli zingari visitando il loro quartiere in periferia, ma mi hanno sconsigliato di farlo, dicendomi che la mia presenza sarebbe stata imbarazzante. Sarei anche stata curiosa di visitare la comunità tedesca, che gode addirittura della sovranità di una regione autonoma, confinante con il territorio della città di Omsk (Regione Azovskij della Nazione Tedesca) ma, a parte la difficoltà di organizzare la visita, mi hanno detto che non vale la pena, perché quasi tutti si sono trasferiti in Germania e la regione è ormai spopolata. Un amico russo che vi era stato trent’anni fa mi aveva incuriosita raccontandomi che, pur vivendo in Unione Sovietica, quei tedeschi conservavano l’ordine, la pulizia, la precisione tipici della loro cultura.

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3.  Donna di origine cosacca, bigliettaia di tram. 4. Anziane signore con un look da russe di campagna.

Alla difficoltà di conoscere da vicino la vita popolare di oggi e di ieri delle varie comunità, tra cui quella russa, supplisce un poco il bel Museo Regionale, che presenta i loro usi e costumi, insieme a vari oggetti illustranti la storia della regione. C’è anche una sala dedicata all’ambiente naturale.
Io ho trovato accoglienza trionfale a Omsk perché sono arrivata giusto a ridosso della prima domenica di agosto, in cui cade la festa della città. Una delle tante iniziative è un grandioso, colorito mercato di piante e fiori: Flora. Tutta la città era in strada e dappertutto in centro c’erano bancarelle. Chi vendeva materiale da festa (palloncini, zucchero filato, bandierine), chi oggetti di propria produzione (bigiotteria, cappellini all’uncinetto, pizzi) e chi ancora prodotti industriali. Rattrista vedere quanta plastica e quanti oggetti dozzinali son entrati nella vita quotidiana, anche qui.

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5. Palco per la cerimonia di assegnazione di onorificenze alla festa di Flora.

Dopo la festa ho esplorato per molti giorni la città e il risultato della mia ricognizione lo leggerete nelle prossime puntate, sempre di venerdì.

Carla Muschio
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