Le ciliegie parlano / Mercé Rodoreda, La piazza del diamante

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Difficilmente, dai tempi di Cent’anni di solitudine e L’amore ai tempi del colera, mi era capitato tra le mani un autore (in questo caso autrice) che usasse talentuosamente la parola per raccontare con sapienza le luci, i colori e il vitalismo della letteratura ispanico-sudamericana. Ci erano riusciti Sandra Cisneros col suo Caramelo ed Heloneida Studart col suo irripetibile La libertà è un passero blu. Ebbene, La piazza del diamante, consiglio prezioso come il titolo che porta, è senz’altro un libro degno di avvicinarsi a questa piccola casta: non a caso, a tesserne le lodi, è proprio in copertina Márquez stesso, descrivendolo come «il romanzo più bello che sia stato mai pubblicato in Spagna dopo la guerra civile».
Ambientato a Barcellona, La piazza del diamante (pubblicato in Italia da La Nuova Frontiera)fa della sua eroina Natàlia una portavoce di autentica bellezza: se non sarà la storia a rendersi indimenticabile per il lettore (il suo ingresso nella vita adulta, dal fidanzamento con Quimet – bello, pazzo e scapestrato – alla guerra, alla sopravvivenza da donna matura con due figli da mantenere) ci penserà senz’altro il suo modo di raccontarla.
Aprendo squarci di rara bellezza, Mercé Rodoreda costruisce situazioni palpabili, così vivide da risultare accecanti, al servizio di un romanzo complesso e lirico, comprensibilmente definito da Marco Lodoli un vero e proprio «capolavoro». Leggetelo.
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Le ciliegie parlano
è un progetto di Giorgia e Gaia
dedicato a Italo Calvino
e a Francesco De Gregori.

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